Campi profughi saharawi, 28 luglio 2026 – Il presidente del Consiglio Nazionale Saharawi (CNS), Bachir Mustafa Sayed, ha inviato una lettera ufficiale alla presidente del Congresso dei Deputati della Spagna, Francina Armengol, per esprimere il proprio apprezzamento nei confronti della posizione «umanitaria e di solidarietà» dimostrata verso il popolo saharawi, in particolare in occasione dell'accoglienza riservata ai bambini saharawi ospitati nell'ambito del programma estivo "Vacanze in Pace".
Nella lettera, il presidente del Parlamento saharawi ha sottolineato che il gesto della presidente Armengol, che ha accolto i bambini rivolgendosi loro anche in lingua hassania e ricordando con affetto le esperienze vissute nei campi profughi saharawi, ha rappresentato un forte messaggio di vicinanza umana e di solidarietà tra i popoli.
Secondo Bachir Mustafa Sayed, programmi di accoglienza come "Vacanze in Pace" offrono ai bambini saharawi la possibilità di allontanarsi, durante i mesi estivi, dalle estreme condizioni climatiche dei campi profughi di Tindouf e, allo stesso tempo, contribuiscono a rafforzare i legami storici, culturali e umani tra il popolo saharawi e quello spagnolo.
Il presidente del Consiglio Nazionale Saharawi ha inoltre evidenziato che tali iniziative non rivestono soltanto un valore umanitario, ma trasmettono anche un importante messaggio politico, richiamando la responsabilità storica della Spagna nel processo di decolonizzazione del Sahara Occidentale e riaffermando i principi del diritto internazionale.
Nella sua lettera, Bachir Mustafa Sayed ha espresso gratitudine per quelle che ha definito «posizioni onorevoli», capaci di rafforzare la fiducia del popolo saharawi nei profondi rapporti di amicizia e solidarietà costruiti nel corso dei decenni con la società spagnola.
Il presidente del Parlamento saharawi ha inoltre fatto riferimento al recente dibattito politico in Spagna sul ripristino della cittadinanza spagnola ai saharawi che ne erano titolari prima della decolonizzazione, estendendola anche ai loro figli e nipoti. Secondo il responsabile saharawi, le dichiarazioni del ministro degli Esteri José Manuel Albares e il confronto parlamentare su questa iniziativa dimostrano che, all'interno delle istituzioni spagnole, continua a essere presente una forte sensibilità verso il rispetto della legalità internazionale e dei diritti del popolo saharawi.
Nel messaggio, Bachir Mustafa Sayed ha ribadito la convinzione che i legami storici tra i popoli saharawi e spagnolo siano più forti delle contingenze politiche e che la lunga tradizione di solidarietà, costruita grazie all'impegno di migliaia di famiglie, associazioni e amministrazioni locali spagnole, continuerà a rappresentare una base solida per future relazioni fondate sul rispetto reciproco, sulla cooperazione e sulla giustizia.
Ampio spazio della lettera è dedicato alla situazione dei prigionieri politici saharawi detenuti nelle carceri marocchine. Il presidente del CNS richiama in particolare l'attenzione sul caso di Naâma Asfari e degli altri detenuti saharawi, denunciando le gravi violazioni dei diritti fondamentali a cui sarebbero sottoposti e ricordando che diversi prigionieri hanno intrapreso uno sciopero della fame a tempo indeterminato per protestare contro le condizioni della loro detenzione.
Per questo motivo, Bachir Mustafa Sayed ha rivolto un appello alla presidente del Congresso dei Deputati affinché il Parlamento spagnolo continui a svolgere un ruolo attivo nella difesa dei diritti umani, promuovendo iniziative volte a garantire la tutela dei prigionieri politici saharawi, il rispetto del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani e la fine delle violazioni denunciate nei territori occupati del Sahara Occidentale.
La lettera si conclude con l'espressione della fiducia del Parlamento saharawi nel fatto che il Congresso dei Deputati continuerà a rappresentare una voce a favore della giustizia, della legalità internazionale e della solidarietà tra i popoli, nella prospettiva di un futuro fondato sulla pace, sulla libertà, sulla dignità e sul rispetto reciproco tra il popolo saharawi e quello spagnolo.
