La presa di posizione arriva mentre Asfari è entrato nella terza settimana di uno sciopero della fame a tempo indeterminato, iniziativa estrema con cui denuncia le condizioni della sua detenzione e chiede l'applicazione delle decisioni degli organismi internazionali che ne sollecitano il rilascio.
Il sindaco Pierre Bell-Lloch ha ufficializzato la solidarietà dell'amministrazione comunale attraverso un comunicato intitolato «Libertà per Naama Asfari e per tutti i prigionieri politici saharawi». Nel documento, il Comune denuncia quelle che definisce continue violazioni del diritto internazionale nei territori del Sahara Occidentale e richiama la responsabilità della comunità internazionale nel garantire il rispetto del diritto del popolo saharawi all'autodeterminazione.
Secondo il comunicato, l'occupazione del Sahara Occidentale, iniziata nel 1975, continua a essere accompagnata da restrizioni delle libertà fondamentali, repressione del dissenso e violazioni dei diritti umani, in contrasto con i principi sanciti dal diritto internazionale.
Figura di primo piano nella difesa dei diritti umani, Naama Asfari è detenuto da quindici anni nel carcere di Kenitra. Arrestato il 7 novembre 2010 a El Aaiún, è stato successivamente condannato a trent'anni di reclusione nell'ambito del processo contro il gruppo di Gdeim Izik, procedimento che numerose organizzazioni internazionali per i diritti umani hanno criticato per presunte gravi irregolarità e per il mancato rispetto delle garanzie di un equo processo.
Nel 2023, il Gruppo di Lavoro delle Nazioni Unite sulla Detenzione Arbitraria (WGAD) ha chiesto il rilascio immediato di Asfari e degli altri diciotto detenuti del gruppo di Gdeim Izik, giudicando arbitraria la loro detenzione. Tuttavia, tale raccomandazione non è stata finora attuata dalle autorità marocchine.
Nel suo comunicato, il Comune di Vitry-sur-Seine esprime inoltre preoccupazione per il recente orientamento della politica estera francese nei confronti del Sahara Occidentale, ritenendo che esso si discosti dai principi del diritto internazionale e dalle risoluzioni delle Nazioni Unite.
La municipalità ha infine ribadito il proprio storico impegno di solidarietà con il popolo saharawi, ricordando i rapporti di cooperazione costruiti nel corso degli anni e il programma annuale di accoglienza dei bambini saharawi provenienti dai campi profughi, iniziativa che rappresenta uno dei simboli più significativi del legame tra la città francese e la comunità saharawi.
Con questa iniziativa, Vitry-sur-Seine rinnova il proprio sostegno alla causa del popolo saharawi e chiede il rilascio di Naama Asfari e di tutti i prigionieri politici di Gdeim Izik, riaffermando la centralità del rispetto dei diritti umani, del diritto internazionale e delle risoluzioni delle Nazioni Unite quale presupposto essenziale per una soluzione giusta e duratura della questione del Sahara Occidentale.
