Sahara Occidentale, 21 giugno 2026 – La Lega per la Protezione dei Prigionieri Saharawi nelle Carceri Marocchine (LPPS) ha espresso profonda preoccupazione per il peggioramento delle condizioni di salute di Bachir Sebai, padre del prigioniero politico saharawi Ahmed Sebai e presidente onorario dell’organizzazione.
Secondo quanto riferito dalla LPPS in un comunicato, Bachir Sebai ha accusato un improvviso malore nella mattinata di venerdì 19 giugno a El Aaiún, rendendo necessario il suo trasferimento d’urgenza presso l’ospedale locale. Fonti familiari citate dall’organizzazione riferiscono che l’anziano versa in uno stato di estrema fragilità fisica e necessita di un costante monitoraggio medico.
L’associazione denuncia inoltre il grave impatto psicologico che questa situazione sta avendo sul figlio Ahmed Sebai, detenuto nel carcere marocchino di Kenitra, a oltre 1.200 chilometri dal Sahara Occidentale occupato. Secondo la LPPS, al prigioniero continua a essere negata la possibilità di assistere il padre o di stargli accanto in un momento particolarmente delicato della sua vita.
Nel comunicato, la Lega ricorda che negli ultimi sedici anni Bachir Sebai ha potuto incontrare il figlio una sola volta, nell’aprile del 2018, quando le autorità penitenziarie marocchine autorizzarono temporaneamente il trasferimento di Ahmed Sebai presso il carcere locale di Bouizakarne, nel sud del Marocco, consentendo così una breve riunione familiare.
La LPPS sostiene che il caso di Ahmed Sebai non rappresenti un episodio isolato, ma si inserisca in un quadro più ampio che coinvolge numerosi prigionieri politici saharawi. L’organizzazione denuncia infatti il sistematico diniego di misure umanitarie considerate fondamentali, tra cui la possibilità di visitare familiari gravemente malati o ricoverati in ospedale e di partecipare ai funerali dei propri cari.
Alla luce dell’aggravarsi delle condizioni di salute di Bachir Sebai, la Lega rinnova il proprio appello affinché siano rispettati i diritti umani e i principi umanitari, consentendo ad Ahmed Sebai di mantenere un contatto diretto con la propria famiglia in questo momento di particolare difficoltà.
