Sahara occidentale, 9 giugno 2026 – Il popolo saharawi commemora oggi il cinquantesimo anniversario della morte di El Uali Mustafá Sayed, fondatore del Fronte Polisario e figura centrale della lotta di liberazione nazionale saharawi. Caduto in combattimento il 9 giugno 1976 durante un'operazione militare contro le forze mauritane, El Uali continua a occupare un posto di rilievo nella memoria collettiva del suo popolo e nella storia del movimento di liberazione del Sahara Occidentale.
A mezzo secolo dalla sua scomparsa, il ricordo di El Uali va ben oltre la commemorazione di una figura storica. La sua eredità politica, ideologica e rivoluzionaria continua infatti a influenzare le istituzioni saharawi, la struttura organizzativa del Fronte Polisario e la visione di una società fondata sull'unità nazionale, sulla giustizia sociale e sul diritto all'autodeterminazione.
Il fondatore di una coscienza nazionale:
Nonostante una vita breve, conclusasi all'età di trent'anni, El Uali riuscì a svolgere un ruolo decisivo nella costruzione dell'identità nazionale saharawi. Fu tra i principali artefici della fondazione del Fronte Polisario nel 1973 e contribuì in modo determinante alla proclamazione della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD) nel 1976.
La sua intuizione politica fu quella di comprendere che la lotta contro il colonialismo non poteva limitarsi alla dimensione militare. Per costruire una nazione era necessario creare una coscienza collettiva capace di superare divisioni storiche e appartenenze particolari. In questo contesto, individuò nel tribalismo uno dei principali ostacoli all'unità nazionale e lavorò per sostituire le tradizionali fedeltà tribali con un'identità fondata sull'appartenenza alla nazione saharawi.
La trasformazione sociale come pilastro della liberazione:
Accanto all'impegno militare e diplomatico, El Uali attribuì grande importanza alla trasformazione interna della società. La sua visione rivoluzionaria comprendeva un profondo processo di rinnovamento sociale e culturale.
Tra le sue priorità vi era il superamento delle divisioni tribali attraverso la costruzione di istituzioni comuni e di un movimento nazionale inclusivo. Parallelamente, promosse il ruolo delle donne nella società saharawi, sostenendone l'accesso all'istruzione e la partecipazione alla vita politica e amministrativa. Una scelta che avrebbe avuto un impatto significativo nell'organizzazione dei campi profughi e nelle strutture della futura Repubblica Saharawi.
El Uali rappresentò inoltre il simbolo di una generazione di giovani determinata a prendere in mano il proprio destino. La sua esperienza continua ancora oggi a ispirare migliaia di saharawi nei campi profughi, nei territori occupati e nelle comunità della diaspora.
Una visione rivoluzionaria tra lotta armata e costruzione dello Stato:
Uno degli aspetti più rilevanti del pensiero di El Uali fu la capacità di concepire la rivoluzione come un processo articolato su due fronti complementari: da un lato la resistenza contro l'occupazione e il colonialismo, dall'altro la costruzione delle basi politiche, sociali e culturali di uno Stato moderno.
Le istituzioni create nei primi anni della Repubblica Saharawi – scuole, amministrazioni locali, ministeri e strutture comunitarie – rappresentano ancora oggi una parte essenziale dell'organizzazione della vita nei campi profughi. La sua convinzione era che una nazione potesse continuare a esistere e rafforzarsi anche in condizioni di esilio, purché conservasse la propria unità politica, culturale e sociale.
In una delle sue affermazioni più significative, El Uali sintetizzò questa visione dichiarando:
"La nostra rivoluzione non ha solo lo scopo di espellere l'invasore, ma di cambiare il popolo saharawi, di liberarlo dall'ignoranza, dalla paura e dalle catene del passato."
Un'eredità politica ancora attuale:
Cinquant'anni dopo la sua morte, il pensiero di El Uali Mustafá Sayed continua a rappresentare uno dei principali riferimenti ideologici e politici del movimento nazionale saharawi. I suoi discorsi, i suoi scritti e la sua concezione della sovranità e dell'autodeterminazione rimangono parte integrante della dottrina politica e diplomatica della Repubblica Araba Saharawi Democratica.
La sua eredità si riflette non solo nelle istituzioni che contribuì a creare, ma anche nella perseveranza con cui il popolo saharawi continua a rivendicare il proprio diritto all'autodeterminazione sulla scena internazionale.
Nel cinquantesimo anniversario della sua scomparsa, il ricordo di El Uali non si limita dunque alla memoria di un leader caduto in combattimento. Per molti saharawi, rappresenta ancora oggi il simbolo di una lotta che attraversa generazioni e la testimonianza di una convinzione che continua a guidare il loro percorso: che la libertà, la dignità e l'indipendenza siano diritti irrinunciabili di ogni popolo.
Questa versione assume il tono di un approfondimento storico-giornalistico, con una struttura più autorevole, analitica e adatta alla commemorazione del 50° anniversario di El Uali Mustafá Sayed.
