Campi profughi saharawi, 9 giugno 2026 – L'Inviato personale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per il Sahara Occidentale, Staffan de Mistura, ha concluso lunedì 8 giugno la sua visita nei campi profughi saharawi, nell'ambito delle consultazioni volte a rilanciare il processo politico sotto l'egida delle Nazioni Unite.
Secondo quanto dichiarato all'Agenzia di Stampa Saharawi (SPS) dal rappresentante del Fronte Polisario presso le Nazioni Unite e coordinatore con la missione MINURSO, Sidi Mohamed Omar, la visita ha incluso una serie di incontri con rappresentanti della società civile saharawi, tra cui organizzazioni femminili, giovanili e per i diritti umani, oltre a esponenti del Consiglio Consultivo Saharawi.
Nel corso della missione, de Mistura ha inoltre tenuto colloqui con il Ministro degli Affari Esteri e degli Affari Africani della Repubblica Saharawi. Le discussioni si sono concentrate sull'analisi dell'attuale fase del processo di pace promosso dalle Nazioni Unite e sulle prospettive future dei negoziati, alla luce dei tre cicli di consultazioni svoltisi nei primi mesi dell'anno sotto gli auspici congiunti delle Nazioni Unite e degli Stati Uniti.
La visita si è conclusa con un incontro con la leadership saharawi, durante il quale è stata ribadita la posizione ufficiale della Repubblica Araba Saharawi Democratica e del Fronte Polisario. La parte saharawi ha riaffermato il proprio sostegno agli sforzi delle Nazioni Unite finalizzati al completamento del processo di decolonizzazione del Sahara Occidentale, nel rispetto del diritto internazionale e delle risoluzioni ONU pertinenti.
Nel corso delle consultazioni, i dirigenti saharawi hanno sottolineato che qualsiasi soluzione politica dovrà necessariamente garantire al popolo saharawi l'esercizio del suo diritto inalienabile all'autodeterminazione e all'indipendenza, respingendo ogni proposta che non assicuri pienamente tali principi fondamentali.
La missione di Staffan de Mistura si inserisce in una fase particolarmente delicata del dossier del Sahara Occidentale, mentre la comunità internazionale continua a cercare una soluzione politica duratura e reciprocamente accettabile al conflitto, in conformità con la Carta delle Nazioni Unite e il diritto dei popoli all'autodeterminazione.
