New York, 19 giugno 2026 – L’Algeria ha ribadito davanti alle Nazioni Unite la propria posizione di principio sulla questione del Sahara Occidentale, confermando il sostegno a una soluzione fondata sul diritto internazionale e sulle pertinenti risoluzioni dell’ONU che garantisca al popolo saharawi l’esercizio del proprio diritto all’autodeterminazione.
L’intervento è stato pronunciato dall’Ambasciatore Amar Bendjama, Rappresentante Permanente dell’Algeria presso le Nazioni Unite, nel corso della sessione sostanziale del Comitato Speciale per la Decolonizzazione (C-24), riunitosi presso la sede dell’ONU a New York.
Nel suo discorso, Bendjama ha ricordato che la questione del Sahara Occidentale, definita come l’ultimo territorio africano ancora inserito nell’agenda del processo di decolonizzazione, figura all’ordine del giorno del Comitato sin dal 1963. Secondo il diplomatico algerino, il mancato esercizio del diritto all’autodeterminazione da parte del popolo saharawi rappresenta il principale motivo per cui il dossier resta ancora irrisolto.
L’ambasciatore ha sottolineato che la posizione dell’Algeria rimane «ferma e immutabile», ispirata al rispetto del diritto internazionale e delle risoluzioni delle Nazioni Unite. Ha inoltre evidenziato che la questione del Sahara Occidentale deve essere affrontata innanzitutto come un processo di decolonizzazione, nel quadro dei principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite.
Bendjama ha quindi espresso il sostegno dell’Algeria ai negoziati diretti avviati quest’anno tra il Marocco e il Fronte Polisario sotto l’egida delle Nazioni Unite, ribadendo la disponibilità del suo Paese a sostenere ogni iniziativa seria e credibile finalizzata al raggiungimento di una soluzione giusta, duratura e definitiva, che consenta al popolo saharawi di esercitare il proprio diritto inalienabile all’autodeterminazione.
Nel corso del suo intervento, il rappresentante algerino ha anche messo in guardia contro approcci basati sull’imposizione di fatti compiuti, sull’introduzione di precondizioni o sulla negazione dei diritti di una delle parti coinvolte, avvertendo che tali dinamiche rischiano di aggravare lo stallo politico e di compromettere le prospettive di una soluzione negoziata.
In conclusione, Bendjama ha ricordato che il mandato del Comitato dei Ventiquattro resterà pienamente valido finché tutti i territori non autonomi iscritti nell’elenco delle Nazioni Unite non avranno potuto esercitare liberamente il proprio diritto all’autodeterminazione. In questo contesto, ha ribadito che il Sahara Occidentale non può essere considerato un’eccezione e che il popolo saharawi deve poter decidere liberamente il proprio futuro nel rispetto della legalità internazionale.
