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Al C-24 delle Nazioni Unite i Paesi latinoamericani riaffermano il sostegno al diritto del popolo saharawi all’autodeterminazione

 




New York, 19 giugno 2026 – Nel corso della sessione sostanziale del Comitato speciale delle Nazioni Unite per la decolonizzazione (C-24), numerosi Paesi dell’America Latina e dei Caraibi hanno ribadito il proprio sostegno al diritto inalienabile del popolo saharawi all’autodeterminazione e all’indipendenza, richiamando l’applicazione della Risoluzione 1514 (XV) dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sulla concessione dell’indipendenza ai Paesi e ai popoli coloniali.

I lavori del Comitato, riunito presso la sede delle Nazioni Unite a New York, hanno visto diversi interventi convergere sulla necessità di portare a compimento il processo di decolonizzazione del Sahara Occidentale attraverso una soluzione conforme al diritto internazionale e alle risoluzioni delle Nazioni Unite.

Il Nicaragua ha riaffermato il proprio sostegno ai diritti del popolo della Repubblica Araba Saharawi Democratica alla libertà, all’autodeterminazione e alla sovranità nazionale, ricordando il riconoscimento del Fronte Polisario quale legittimo rappresentante del popolo saharawi nelle pertinenti risoluzioni dell’Assemblea Generale. Managua ha inoltre sostenuto la necessità di mantenere la questione del Sahara Occidentale all’ordine del giorno degli organismi competenti delle Nazioni Unite fino al raggiungimento di una soluzione definitiva, individuando nel referendum di autodeterminazione, organizzato sotto l’egida dell’ONU, l’unica via giusta per porre fine alla situazione coloniale.

Il Venezuela ha ribadito il proprio storico impegno a favore della decolonizzazione e della solidarietà con il popolo saharawi, ricordando che dal 1983 sostiene il diritto all’autodeterminazione della Repubblica Araba Saharawi Democratica nel rispetto della Carta delle Nazioni Unite e delle risoluzioni internazionali. Caracas ha espresso preoccupazione per il protrarsi del conflitto da oltre cinquant’anni e ha sottolineato come il mancato svolgimento del referendum previsto dal mandato della Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO) abbia contribuito a prolungare inutilmente le sofferenze della popolazione saharawi.

Anche Cuba ha evidenziato che il Sahara Occidentale rappresenta ancora l’ultimo territorio coloniale del continente africano, sollecitando la piena attuazione delle risoluzioni adottate dalle Nazioni Unite e dall’Unione Africana. L’Avana ha riaffermato il proprio sostegno a una soluzione politica giusta, duratura e reciprocamente accettabile che garantisca il diritto del popolo saharawi all’autodeterminazione, respingendo al contempo decisioni unilaterali incompatibili con il diritto internazionale.

Il Belize ha espresso solidarietà alle legittime aspirazioni del popolo saharawi, ricordando che la Corte Internazionale di Giustizia ha riconosciuto l’autodeterminazione come principio fondamentale del diritto internazionale applicabile anche al Sahara Occidentale. Il rappresentante beliziano ha sottolineato che qualsiasi soluzione dovrà assicurare un processo libero, equo e democratico attraverso il quale i saharawi possano decidere autonomamente il proprio futuro.

La Colombia ha confermato il proprio sostegno a una soluzione politica pacifica, giusta e duratura nell’ambito del processo di decolonizzazione promosso dalle Nazioni Unite, ribadendo che tale soluzione deve consentire al popolo saharawi di esercitare il proprio diritto all’autodeterminazione. Bogotá ha inoltre espresso pieno appoggio alla MINURSO, ritenendone essenziale il ruolo per la stabilità sul terreno e auspicando il mantenimento della sua neutralità, credibilità ed efficacia operativa.

Infine, il Messico ha riaffermato il principio dell’autodeterminazione dei popoli quale pilastro della propria politica estera, accogliendo con favore la ripresa dei negoziati diretti tra le parti e sostenendo gli sforzi del Segretario Generale delle Nazioni Unite e del suo Inviato Personale per il Sahara Occidentale. Città del Messico ha invitato le parti a proseguire il dialogo per giungere a una soluzione politica definitiva, equa e condivisa, che garantisca al popolo saharawi l’effettivo esercizio del diritto all’autodeterminazione.

Nel complesso, gli interventi dei Paesi latinoamericani e caraibici hanno confermato un ampio sostegno internazionale alla conclusione del processo di decolonizzazione del Sahara Occidentale nel rispetto del diritto internazionale e delle pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite, riaffermando il principio secondo cui spetta esclusivamente al popolo saharawi decidere liberamente il proprio futuro politico.

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