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AARASD-Francia lancia una mobilitazione internazionale per la liberazione dei prigionieri politici saharawi di Gdeim Izik

 



Parigi, 14 giugno 2026 – L'Associazione degli Amici della Repubblica Araba Saharawi Democratica in Francia (AARASD-Francia) ha avviato una vasta campagna di mobilitazione internazionale per chiedere l'immediata liberazione dei prigionieri politici saharawi del gruppo di Gdeim Izik, sollecitando al contempo le organizzazioni per i diritti umani a sostenere lo sciopero della fame a oltranza intrapreso dall'attivista saharawi Naama Asfari.

In una lettera aperta indirizzata alle principali organizzazioni internazionali impegnate nella difesa dei diritti umani, AARASD-Francia ha spiegato che Naama Asfari ha deciso di intensificare la propria protesta dopo aver già condotto diversi scioperi della fame di 48 ore tra aprile e maggio 2026. Attraverso questa iniziativa, l'attivista chiede l'attuazione del parere n. 23/2023 del Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria, che ha giudicato arbitraria la detenzione dei prigionieri di Gdeim Izik e ne ha richiesto il rilascio immediato.

L'associazione ha denunciato il mancato rispetto di tale parere da parte delle autorità marocchine, nonostante le numerose raccomandazioni formulate negli anni dai diversi meccanismi internazionali di tutela dei diritti umani.

Parallelamente, AARASD-Francia ha inviato una lettera a Staffan de Mistura, inviato personale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per il Sahara Occidentale, chiedendo un intervento urgente a favore dei detenuti saharawi di Gdeim Izik, incarcerati da oltre sedici anni.

Nel documento, l'associazione richiama le decisioni adottate dal Comitato delle Nazioni Unite contro la Tortura, che hanno accertato violazioni della Convenzione contro la tortura in diversi casi riguardanti i prigionieri di Gdeim Izik, tra cui Naama Asfari, Sidi Abdallah Abbahah, Abdeljalil Al-Aaroussi, Mohamed Bourial, Mohamed Bani, Hassan Dah, Mohamed Lamin Haddi, Ahmed Sbai e Sidi Ahmed Lemjiyed.

Secondo AARASD-Francia, tali decisioni hanno evidenziato come le condanne inflitte ai detenuti siano state basate, almeno in parte, su confessioni che i prigionieri affermano essere state estorte sotto tortura o altre forme di coercizione, senza che fosse condotta alcuna indagine indipendente ed efficace sulle accuse presentate.

L'organizzazione ritiene che il protrarsi della detenzione dei prigionieri di Gdeim Izik, nonostante le conclusioni degli organismi delle Nazioni Unite, sollevi gravi interrogativi sul rispetto da parte del Marocco dei propri obblighi internazionali, in particolare quelli derivanti dal Patto internazionale sui diritti civili e politici e dalla Convenzione contro la tortura.

AARASD-Francia sottolinea inoltre che la questione dei prigionieri di Gdeim Izik rappresenta non solo una problematica umanitaria, ma anche una componente politica centrale del conflitto nel Sahara Occidentale. In quest'ottica, il rilascio dei detenuti potrebbe costituire una significativa misura di rafforzamento della fiducia, favorendo gli sforzi delle Nazioni Unite per il raggiungimento di una soluzione giusta, pacifica e duratura del conflitto.

Nella comunicazione indirizzata alle Nazioni Unite, l'associazione ha chiesto in particolare che il Marocco dia piena attuazione alle decisioni del Comitato contro la Tortura, rispetti il parere n. 23/2023 del Gruppo di lavoro sulla detenzione arbitraria e includa la questione dei prigionieri di Gdeim Izik tra le misure umanitarie da integrare nel processo politico guidato dalle Nazioni Unite.

AARASD-Francia ha infine rivolto un appello alle organizzazioni nazionali e internazionali per i diritti umani affinché rafforzino le proprie iniziative di solidarietà e sensibilizzazione a sostegno di Naama Asfari e di tutti i prigionieri politici saharawi detenuti nelle carceri marocchine.

La campagna lanciata dall'associazione francese si inserisce in un contesto di crescente mobilitazione internazionale volto a richiamare l'attenzione sulla situazione dei detenuti saharawi e sul rispetto delle decisioni adottate dagli organismi delle Nazioni Unite in materia di diritti umani.

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