Ecuador, 18 maggio 2026 - In un confronto accademico internazionale che ha riunito studiosi e ricercatori provenienti da Bolivia, Ecuador, Spagna e Sahara Occidentale, è emersa una lettura condivisa degli eventi legati alla cosiddetta “Marcia Verde” come una vera e propria “Nakba saharawi”, intesa come momento di rottura storica segnato da espropriazione, sfollamenti forzati e perdita della sovranità territoriale.
Il dibattito si è svolto il 16 maggio nel corso di un forum virtuale organizzato dalla Cattedra Africa, Medio Oriente e Asia insieme all’Associazione Ecuadoriana di Amicizia con il Popolo Saharawi, con il supporto di reti accademiche e movimenti internazionali di solidarietà, in occasione delle commemorazioni del 53° anniversario dell’inizio della lotta di liberazione del popolo saharawi e del 78° anniversario della Nakba palestinese.
Il tema centrale dell’incontro, intitolato “La Nakba e le lotte di liberazione nazionale”, ha posto l’accento sulle conseguenze delle aggressioni militari, delle dinamiche coloniali e degli interessi geopolitici nei territori occupati, con particolare riferimento ai casi di Palestina, Libano e Sahara Occidentale.
Tra gli interventi, la professoressa Sdenka Saavedra Alfaro ha analizzato le radici storiche della Nakba palestinese, evidenziando il ruolo delle dinamiche internazionali e degli interessi economici nel consolidamento delle colonie nei territori occupati.
La docente dell’Università Complutense di Madrid, María Ángeles Díez, ha invece riconosciuto le analogie tra la condizione del popolo palestinese e quella saharawi, sottolineando come entrambe le realtà siano segnate da processi di espulsione, occupazione e negazione del diritto all’autodeterminazione.
Nel corso del dibattito è stato richiamato anche il pensiero del ricercatore cileno Rodrigo Karmy, secondo cui le trasformazioni geopolitiche contemporanee riflettono nuove forme di resistenza e ristrutturazione dei rapporti di potere su scala globale.
Il diplomatico e storico saharawi Emboirik Ahmed Omar ha invece posto l’accento sulle responsabilità storiche della Spagna nel processo di decolonizzazione incompiuto del Sahara Occidentale, richiamando gli Accordi di Madrid e le conseguenze politiche che hanno segnato l’abbandono del territorio e del popolo saharawi.
Omar ha inoltre evidenziato le convergenze tra le lotte di resistenza saharawi e palestinese, interpretate come espressioni di una stessa dinamica di occupazione e negazione dei diritti fondamentali, inserite in un più ampio quadro di relazioni politiche e militari tra attori regionali e internazionali.
Il coordinatore della Cattedra organizzatrice, Pablo de la Vega, ha sottolineato come il forum non rappresenti soltanto un esercizio teorico, ma un contributo critico alla comprensione delle continuità coloniali e delle sfide poste al diritto internazionale e ai processi di autodeterminazione dei popoli.
L’iniziativa, promossa nell’ambito delle attività dell’Alleanza Latinoamericana per la Palestina contro l’Apartheid e di reti di solidarietà internazionale, ha riunito analisi e testimonianze sulla persistenza di modelli coloniali e sulle loro conseguenze nei contesti contemporanei.
Il forum è stato moderato da María Fernanda El Badawi, confermando il ruolo crescente delle reti accademiche latinoamericane e internazionali nel dibattito sulle questioni di decolonizzazione e autodeterminazione.
