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La Regione Emilia-Romagna rafforza la cooperazione con i saharawi: missione istituzionale nei campi di Tindouf dall’11 al 18 aprile



Bologna, 22 aprile 2026 - La Regione Emilia-Romagna conferma il proprio impegno al fianco del popolo saharawi attraverso una missione istituzionale svolta dall’11 al 18 aprile nei campi profughi nei pressi di Tindouf, in Algeria. La delegazione, composta da rappresentanti dell’Assemblea legislativa e della Giunta regionale, ha visitato i progetti di cooperazione in corso e valutato nuove iniziative a sostegno della popolazione rifugiata.

Della delegazione facevano parte i consiglieri regionali Maria Costi e Luca Pestelli in rappresentanza dell’Assemblea legislativa, insieme al delegato alla cooperazione internazionale del Gabinetto del Presidente, Luca Rizzo Nervo. Alla missione hanno preso parte anche rappresentanti istituzionali dei Comuni di Modena, Carpi, Nonantola, Novi di Modena e Baiso, oltre a diverse associazioni del Tavolo Paese Saharawi della Regione, organizzazioni sindacali e funzionari dell’area cooperazione internazionale.

La visita aveva un duplice obiettivo: ribadire il sostegno politico della Regione Emilia-Romagna al diritto all’autodeterminazione del popolo saharawi e monitorare i progetti finanziati, individuando nuovi bisogni da integrare nella programmazione futura. Si tratta di una collaborazione avviata negli anni Novanta e temporaneamente interrotta durante la pandemia, ora rilanciata con nuove missioni sul campo.

Durante la settimana la delegazione ha visitato strutture sanitarie, programmi di screening pediatrici, centri di formazione professionale, cooperative di avviamento al lavoro, laboratori farmaceutici, strutture sportive e scuole. Le attività osservate hanno riguardato in particolare l’assistenza sanitaria, l’inclusione lavorativa, il sostegno ai sistemi educativi e i programmi rivolti ai giovani.

Secondo Maria Costi, la missione ha rappresentato “un’occasione per confermare l’impegno dell’Emilia-Romagna al fianco di un popolo che attende da decenni una soluzione definitiva al proprio diritto all’autodeterminazione”, sottolineando come la Regione continui a investire in progetti concreti e a verificarne direttamente l’attuazione.

Luca Pestelli ha evidenziato l’importanza del sostegno proveniente dal territorio emiliano-romagnolo, ricordando le visite a ambulatori medici, scuole, centri di formazione e cooperative: iniziative che spaziano dalla prevenzione sanitaria all’inclusione sociale e lavorativa, fino al supporto alle attività educative e sportive.

Per Luca Rizzo Nervo, la missione conferma “la necessità di un impegno politico forte a sostegno della causa saharawi e di nuovi progetti di cooperazione per tutelare il diritto alla salute, all’istruzione e al lavoro dignitoso”, sottolineando anche il ruolo centrale delle donne nella gestione sociale dei campi.

Nel corso degli incontri istituzionali è stato riconosciuto il contributo pluriennale della Regione Emilia-Romagna nel garantire continuità agli interventi umanitari e ai programmi di sviluppo. Tra i settori prioritari confermati figurano sanità, educazione e sviluppo economico locale, mentre è stata segnalata come particolarmente urgente la questione dell’accesso all’acqua.

Gli incontri con la Mezzaluna Rossa Saharawi e con i rappresentanti dell’UNHCR hanno inoltre evidenziato il rischio di un peggioramento della situazione alimentare a causa della riduzione degli aiuti internazionali, con conseguenze potenzialmente gravi per una popolazione già esposta a condizioni di vulnerabilità e malnutrizione.

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