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Algeri, focus sulla crisi alimentare nei campi: iniziativa congiunta del World Food Programme e dell’Ambasciata d’Italia in Algeria



Algeria, 21 aprile 2026 - Il presidente della Mezzaluna Rossa Saharawi ha partecipato lunedì 20 aprile ad un evento di alto livello intitolato “Crossroads: Ensuring Food Security and Nutrition”, dedicato alla sicurezza alimentare e nutrizionale nei campi profughi saharawi. L’iniziativa si è svolta presso il Centro Culturale Italiano nella capitale algerina ed è stata organizzata congiuntamente dal World Food Programme in Algeria, dall’Ambasciata d’Italia in Algeria e dall’organizzazione italiana CHESP.

All’incontro hanno preso parte rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri algerino, ambasciatori e membri del corpo diplomatico accreditato in Algeria, oltre a un rappresentante della Commissione per i rifugiati e numerose organizzazioni non governative internazionali.

L’ambasciatore italiano in Algeria ha aperto i lavori ribadendo l’impegno del proprio Paese nel sostenere i rifugiati saharawi, attraverso programmi di cooperazione in diversi settori umanitari. A sua volta, il rappresentante del Ministero degli Esteri algerino ha sottolineato il costante sostegno dell’Algeria ai rifugiati, evidenziando le difficoltà che affrontano e richiamando la responsabilità della comunità internazionale nel garantire assistenza adeguata.

Nel corso dell’evento, l’ambasciatore della Croazia ha annunciato la decisione del suo Paese di contribuire a favore dei rifugiati saharawi tramite il Programma Alimentare Mondiale. La rappresentante del World Food Programme ha inoltre lanciato un allarme sul deterioramento della situazione della sicurezza alimentare e nutrizionale nei campi, invitando i donatori a rafforzare il sostegno per soddisfare i bisogni crescenti della popolazione rifugiata.

Particolarmente significativa è stata la testimonianza di Fatima Abdelrahman, madre rifugiata e membro del team di monitoraggio della distribuzione alimentare, che ha descritto un progressivo peggioramento delle condizioni nutrizionali nei campi, aggravato dalla pandemia di COVID-19 e dalla ripresa del conflitto.

Il programma ha incluso anche un workshop di discussione con la partecipazione del presidente della Mezzaluna Rossa Saharawi, rappresentanti del World Food Programme, dell’organismo per i rifugiati, di CHESP, di Oxfam e della Croce Rossa spagnola. Il dibattito si è concentrato sull’analisi della situazione umanitaria, in particolare sul tema della sicurezza alimentare, individuando prospettive e proposte operative per migliorare l’assistenza.

L’evento si è concluso con l’intervento del rappresentante delle Nazioni Unite in Algeria, che ha elogiato la generosità del Paese ospitante e il suo contributo nell’alleviare le sofferenze dei rifugiati saharawi. Nel suo intervento ha inoltre espresso apprezzamento per il ruolo della Mezzaluna Rossa Saharawi e per la capacità di autogestione della popolazione rifugiata, ribadendo la responsabilità della comunità internazionale nel sostenere in modo duraturo i rifugiati nei campi.






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