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Sahara Occidentale: assedio di polizia all’abitazione dell’ex prigioniero politico Abdelmula Mohamed Hafed a Boujdour



Sahara occidentale, 18 aprile 2026 – Il quartiere in cui risiede la famiglia dell’ex prigioniero politico saharawi Abdelmula Mohamed Hafed è teatro di un soffocante assedio di polizia marocchina. Le forze di sicurezza marocchine hanno impedito a parenti, famiglie saharawi e attivisti politici di raggiungere l’abitazione per accogliere e manifestare solidarietà all’attivista appena rilasciato.

Secondo fonti locali, la zona è stata circondata da un massiccio dispiegamento di agenti e veicoli appartenenti a diverse unità di sicurezza marocchine, con l’obiettivo di isolare la famiglia e impedire qualsiasi forma di incontro o sostegno. Tutti i vicoli e gli accessi che conducono alla casa sono stati bloccati, creando una situazione di forte tensione.

Nel medesimo contesto, l’attivista e difensora dei diritti umani Waara Sidi Brahim Khaya è stata espulsa con la forza dopo essere giunta nella città di Boujdour proveniente da El Aaiún occupata. Secondo le testimonianze, la militante è stata sottoposta a insulti, aggressioni verbali e maltrattamenti da parte delle forze di sicurezza.

Fonti saharawi riferiscono inoltre che l’ex prigioniero politico è ancora in viaggio dalla mattina precedente, dopo il suo rilascio dalla città marocchina di Safi. L’arrivo a Boujdour è previsto nella notte, ma durante il tragitto lui, le sue sorelle e i suoi accompagnatori hanno subito continui ostacoli e restrizioni. Sarebbe stato loro impedito l’accesso a diverse città lungo il percorso, nonostante la lunga distanza, la presenza di bambini e le elevate temperature.

L’Associazione Saharawi per la Difesa dei Diritti Umani e la Protezione delle Risorse ha condannato con fermezza quello che ha definito un “assedio oppressivo” imposto dalle autorità di occupazione marocchine, ritenendole pienamente responsabili di eventuali rischi per la sicurezza della famiglia e dei cittadini saharawi che tentino di raggiungere l’abitazione.

L’organizzazione ha espresso piena solidarietà alla famiglia dell’ex detenuto politico e ha rinnovato l’appello alla popolazione saharawi affinché continui a manifestare sostegno, chiedendo al contempo il rilascio di tutti i prigionieri politici saharawi ancora detenuti.




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