Madrid, 15 aprile 2025 - Il 14 aprile 2026 il governo della Spagna ha approvato un nuovo regolamento volto a regolarizzare la posizione di circa mezzo milione di migranti stranieri in situazione irregolare. Il provvedimento prevede, tra le condizioni principali, l’assenza di precedenti penali e la dimostrazione della presenza sul territorio spagnolo per almeno cinque mesi.
Tuttavia, diverse associazioni impegnate nella difesa dei diritti del popolo saharawi hanno espresso forte insoddisfazione per l’esclusione dei cittadini saharawi dal processo di regolarizzazione, attribuita al loro status giuridico di “apolidi”. Secondo tali organizzazioni, il governo guidato da Pedro Sánchez avrebbe ignorato la situazione di una comunità che rivendica un legame storico con la Spagna risalente al periodo della colonizzazione del Sahara Occidentale, precedente agli accordi tripartiti di Madrid del 1975.
Le stime indicano che i saharawi residenti stabilmente in Spagna siano compresi tra 15.000 e 25.000 persone. Molti di loro sono classificati ufficialmente come apolidi oppure possiedono documenti rilasciati da Paesi limitrofi, in particolare Algeria e Mauritania. Altri, invece, hanno ottenuto la cittadinanza spagnola dopo aver soddisfatto i requisiti previsti dalla normativa vigente.
In precedenza, il Ministero degli Affari Esteri spagnolo aveva indicato che fino a 75.000 saharawi potrebbero avere diritto alla cittadinanza spagnola. Tuttavia, una sentenza della Corte Suprema spagnola del 2020 ha stabilito che il Sahara Occidentale non può essere considerato parte della Spagna ai fini dell’ottenimento della cittadinanza originaria, limitando così le possibilità di accesso automatico per i saharawi nati dopo il 1975.
La stessa decisione ha inoltre imposto ai saharawi l’obbligo di dieci anni di residenza legale per richiedere la cittadinanza, a differenza dei cittadini provenienti da altre ex colonie spagnole, per i quali il requisito è generalmente di tre anni. Tale situazione continua a sollevare critiche da parte delle organizzazioni per i diritti umani, che chiedono una revisione della normativa e il riconoscimento delle specificità storiche e giuridiche della comunità saharawi in Spagna.
