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Al Consiglio ONU per i diritti umani denunciata la detenzione arbitraria dei prigionieri politici saharawi del gruppo Gdeim Izik



Ginevra, 14 marzo 2026 – La difensora dei diritti umani saharawi El Ghalia Abdallah Djimi ha lanciato un forte allarme sul deterioramento della situazione dei diritti umani a livello globale, con particolare riferimento alle violazioni registrate nei territori occupati del Sahara Occidentale.

L’intervento è avvenuto durante la 61ª sessione del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, in corso a Ginevra, nel quadro del terzo punto all’ordine del giorno dedicato alla promozione e alla protezione dei diritti umani nel mondo.

Nel suo discorso, la difensora saharawi ha denunciato le sistematiche violazioni dei diritti umani nei territori occupati, esprimendo profonda preoccupazione per l’uso della detenzione arbitraria come strumento repressivo da parte del Marocco. Secondo Djimi, tale pratica viene utilizzata per mettere a tacere difensori dei diritti umani, giornalisti e studenti saharawi impegnati nella difesa dei diritti fondamentali.

L’attivista ha sottolineato che numerosi saharawi sono sottoposti a detenzioni di breve e lunga durata senza un adeguato fondamento giuridico, spesso accompagnate da accuse di tortura, maltrattamenti e gravi violazioni delle garanzie di un giusto processo.

Queste pratiche, ha spiegato, fanno parte di “un modello più ampio volto a scoraggiare l’espressione pacifica e a reprimere le richieste legittime del popolo saharawi di esercitare il proprio diritto all’autodeterminazione”.

Nel corso del suo intervento, El Ghalia Abdallah Djimi ha inoltre esortato il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite a riconsiderare la creazione di un meccanismo indipendente e permanente incaricato di monitorare e documentare le violazioni dei diritti umani nel Sahara Occidentale.

Infine, la difensora saharawi ha rinnovato l’appello per l’immediata liberazione di tutti i prigionieri politici saharawi detenuti nelle carceri marocchine, in particolare quelli appartenenti al gruppo di Gdeim Izik protest camp 2010, arrestati e condannati per aver rivendicato pacificamente il diritto del popolo saharawi all’autodeterminazione, a un Sahara libero e alla fine dell’occupazione marocchina.

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