Sahara occidentale, 2 febbraio 2026 – L’Osservatorio Saharawi per il Monitoraggio delle Risorse Naturali e la Protezione Ambientale (SONREP) ha rivolto un appello formale all’Unione europea affinché revochi la decisione di abolire la dichiarazione obbligatoria di origine per i prodotti provenienti dal Sahara Occidentale occupato, definendo tale misura una palese violazione delle sentenze della Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE).
In una dichiarazione rilasciata giovedì, l’Osservatorio ha ribadito la necessità di rispettare il diritto inalienabile del popolo saharawi all’autodeterminazione e alla disposizione libera e sovrana delle proprie risorse naturali, diritto che deve essere esercitato esclusivamente attraverso il suo legittimo rappresentante riconosciuto, il Fronte Polisario.
SONREP ha espresso la propria “profonda preoccupazione” per la decisione dell’UE di eliminare l’obbligo di etichettatura chiara dei prodotti originari del Sahara Occidentale occupato, sottolineando come tale scelta consenta, di fatto, che questi beni vengano commercializzati nel mercato europeo come se fossero di origine marocchina, in aperta violazione del diritto internazionale.
L’Osservatorio ha pertanto invitato l’Unione europea e i suoi Stati membri a “riconsiderare e annullare immediatamente questa decisione”, richiamando le istituzioni europee al rispetto dei propri obblighi giuridici e delle decisioni vincolanti della Corte di giustizia.
Secondo SONREP, l’abolizione della dichiarazione obbligatoria di origine rappresenta una “pericolosa regressione in termini di trasparenza e certezza del diritto” nella politica commerciale dell’Unione europea e costituisce una chiara contraddizione con i principi del diritto internazionale, oltre che con il quadro giuridico dell’UE stessa.
L’Osservatorio ha infine avvertito che questa misura oscura deliberatamente la reale origine territoriale dei prodotti provenienti dal Sahara Occidentale, territorio non autonomo sottoposto all’occupazione marocchina, facilitandone la commercializzazione senza il consenso del popolo saharawi, in violazione delle norme internazionali che regolano i territori non autonomi.
