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Sahara Occidentale: Trump punta su negoziati diretti e accantona il formato della “tavola rotonda”



Washington, 29 gennaio 2026 – L’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump si prepara a lanciare un nuovo ciclo di negoziati diretti sul Sahara Occidentale, escludendo esplicitamente il formato multilaterale della cosiddetta tavola rotonda. Lo riferisce il quotidiano specializzato Africa Intelligence, citando fonti diplomatiche della Casa Bianca.

Secondo la stessa fonte, il primo incontro è previsto per il mese di febbraio, nell’ambito di un’agenda diplomatica che Washington intende accelerare, assumendo un ruolo centrale nel processo politico sul conflitto saharawi. Questa iniziativa coincide con la fase finale di elaborazione della nuova proposta marocchina di “autonomia”, mentre anche il Fronte Polisario ha già presentato la propria piattaforma negoziale.

Un formato ristretto sotto sponsorizzazione statunitense:

Un primo incontro preparatorio dovrebbe tenersi negli Stati Uniti nei prossimi giorni con le parti coinvolte, escluso inizialmente il Fronte Polisario, sebbene una data definitiva non sia ancora stata fissata a causa dell’intensa agenda internazionale. La delegazione saharawi, tuttavia, ha già avuto colloqui diretti con la parte americana nel corso di questa settimana.

La fase iniziale del processo si svolgerà sotto forma di riunione esplorativa a livello ministeriale. Secondo le informazioni disponibili, la delegazione marocchina sarà guidata dal Ministro degli Esteri Nasser Bourita e dal Ministro dell’Interno Abdelouafi Laftit, con la possibile presenza di un rappresentante della Direzione Generale degli Studi e della Documentazione (DGED), il servizio di intelligence esterna del Marocco.

Africa Intelligence precisa che l’incontro, inizialmente concepito come una tavola rotonda preliminare, non si terrà né a New York né a Washington, ma in una sede riservata, scelta per garantire maggiore discrezionalità e controllo sul formato dei colloqui. Qualora i contatti risultassero positivi, un primo incontro ufficiale tra il Marocco e il Fronte Polisario potrebbe essere organizzato già il mese prossimo.

Il processo negoziale esclude esplicitamente Spagna e Francia e si fonda, nella fase iniziale, sulla sponsorizzazione diretta degli Stati Uniti, con un successivo coinvolgimento delle Nazioni Unite.

L’approccio Trump: risultati rapidi fuori dal quadro ONU

Questa iniziativa riflette l’approccio politico dell’amministrazione Trump, che mira a ottenere risultati rapidi e tangibili, ridimensionando il tradizionale ruolo centrale delle Nazioni Unite e dell’inviato personale del Segretario Generale per il Sahara Occidentale, Staffan de Mistura.

In questo contesto, il consigliere speciale di Trump per gli affari arabi e africani, Massad Boulos, dovrebbe assumere il ruolo di principale mediatore nella fase preliminare dei negoziati.

Parallelamente, Rabat continua a lavorare all’aggiornamento del proprio piano di autonomia. I consiglieri reali Fouad Ali El Himma, Taieb Fassi Fihri e Omar Azziman, incaricati della redazione del progetto, si occupano degli aspetti diplomatici, mentre Abdelouafi Laftit è responsabile delle questioni di sicurezza. Il quadro politico dell’aggiornamento è stato definito in un incontro tenutosi il 10 novembre 2025 tra i consiglieri reali e i partiti della maggioranza, in vista della revisione della proposta presentata per la prima volta nel 2007.

Le delegazioni saharawi e il possibile ruolo di Oslo o Doha:

Sul fronte saharawi, il Fronte Polisario si prepara con una delegazione di alto profilo. Mohamed Salem Ould Salek, storico dirigente del movimento, dovrebbe guidare la squadra negoziale nelle fasi più avanzate. Alla fase preliminare ha già partecipato il Ministro degli Esteri saharawi Mohamed Yeslem Beissat. La delegazione dovrebbe inoltre includere Sidi Omar, rappresentante del Fronte Polisario presso l’ONU; Mouloud Said, interlocutore abituale negli ambienti diplomatici statunitensi; e Fatma Mehdi, Ministra della Cooperazione della Repubblica Saharawi.

Secondo Africa Intelligence, sono allo studio sedi alternative per incontri informali, tra cui Doha e Oslo. La capitale norvegese, in particolare, ha recentemente ospitato una delegazione parlamentare marocchina, rafforzando la sua centralità come possibile luogo di dialogo. Oslo resta inoltre una opzione rilevante anche per il Fronte Polisario, che in Norvegia gode di una solida rete di sostegno politico e civile.

Fonte: https://ecsaharaui.com/

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