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Le organizzazioni saharawi chiedono il rilascio dei prigionieri politici e l’intervento della comunità internazionale



Campi profughi saharawi, 3 febbraio 2026 – Le organizzazioni saharawi hanno lanciato un nuovo appello alla comunità internazionale affinché eserciti una pressione concreta sull’occupazione marocchina per ottenere il rilascio di tutti i prigionieri politici saharawi, ribadendo al contempo la determinazione del popolo saharawi a proseguire la propria lotta fino al raggiungimento dell’indipendenza.

Tra le realtà più attive figura l’Unione degli Studenti di Saguia El Hamra e Rio de Oro (UES), che ha posto l’accento sulla resistenza degli studenti saharawi e sulla condizione dei prigionieri politici detenuti nelle carceri dell’occupazione. L’organizzazione ha denunciato la repressione sistematica che colpisce gli studenti impegnati politicamente e ha rinnovato la richiesta di rilascio immediato di tutti i detenuti saharawi.

L’UES ha inoltre ribadito la necessità di rispettare il diritto inalienabile del popolo saharawi alla libertà, all’autodeterminazione e all’indipendenza, sottolineando come tali diritti siano garantiti dal diritto internazionale e dalle risoluzioni delle Nazioni Unite.

Da parte sua, l’Associazione Saharawi delle Vittime di Gravi Violazioni dei Diritti Umani ha diffuso una dichiarazione in cui denuncia i maltrattamenti, le persecuzioni e le violazioni subite dagli studenti e dagli attivisti politici saharawi nei territori occupati. L’associazione ha chiesto il rilascio incondizionato di tutti i prigionieri e il pieno rispetto dei diritti fondamentali del popolo saharawi, a partire dal diritto all’autodeterminazione.

Anche il Collettivo dei Difensori dei Diritti Umani Saharawi nel Sahara Occidentale (CODESA) ha lanciato un appello urgente alle Nazioni Unite, chiedendo un intervento immediato per garantire la protezione dei detenuti saharawi e assicurare la loro liberazione.

CODESA ha inoltre criticato duramente la politica dell’occupazione marocchina, accusata di perseguire sistematicamente studenti e attivisti attraverso arresti arbitrari e pesanti condanne giudiziarie. In questo contesto, il collettivo ha invitato le organizzazioni internazionali per i diritti umani a intensificare il proprio sostegno ai prigionieri politici saharawi e alle loro famiglie, denunciando le violazioni in atto e rompendo il silenzio che circonda la situazione nei territori occupati del Sahara Occidentale.

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