القائمة الرئيسية

الصفحات

Stefano Mauro su il manifesto: la morte di Lahbib Mohamed Abdelaziz e il conflitto nel Sahara Occidentale tra escalation militare e stallo diplomatico



Roma, 11 giugno 2026 – Il giornalista italiano Stefano Mauro, sulle pagine de il manifesto, ha dedicato un’analisi alla morte di Lahbib Mohamed Abdelaziz, alto esponente del Fronte Polisario, ucciso nel Sahara Occidentale in un’azione che, secondo diverse fonti, sarebbe riconducibile a un attacco con droni attribuito al Marocco.

Nel suo articolo di mercoledì 10 giugno, Mauro ricostruisce la vicenda di Lahbib Mohamed Abdelaziz, membro della Segreteria Nazionale del Fronte Polisario e comandante di brigata, sottolineando come l’uomo sia caduto insieme ad altri due combattenti durante operazioni militari nell’area prossima al cosiddetto “muro di difesa” marocchino, nella regione di Mijek. Il Fronte Polisario ha confermato la sua morte in un comunicato ufficiale, proclamando tre giorni di lutto nazionale.

Secondo alcune ricostruzioni riportate nell’articolo, l’episodio sarebbe avvenuto nel contesto di un attacco con droni attribuito alle forze marocchine durante uno scontro nella zona a est del muro fortificato che attraversa il territorio del Sahara Occidentale. La struttura, lunga circa 2.700 chilometri, è spesso definita dalle autorità saharawi come “muro della vergogna”.

Una figura politica e una generazione segnata dal conflitto:

Lahbib Mohamed Abdelaziz, 37 anni, era figlio di Mohamed Abdelaziz, storico dirigente del movimento saharawi e presidente della Repubblica Araba Saharawi Democratica fino alla sua morte nel 2016.

Nato nel 1989, Lahbib apparteneva a una generazione cresciuta tra la fase del cessate il fuoco del 1991 e le attese di un referendum di autodeterminazione mai realizzato. Secondo l’analisi riportata da Mauro, la sua biografia riflette il percorso di molti giovani saharawi: una vita segnata dall’attesa di una soluzione politica e, negli ultimi anni, dal ritorno delle ostilità dopo la rottura del cessate il fuoco nel novembre 2020.

Il contesto del conflitto e lo stallo diplomatico:

Il Sahara Occidentale, ex colonia spagnola fino al 1975 e ricco di risorse naturali come fosfati e aree di pesca, resta classificato dalle Nazioni Unite come “territorio non autonomo”. Gran parte dell’area è attualmente sotto controllo marocchino, mentre il Fronte Polisario rivendica il diritto all’autodeterminazione del popolo saharawi.

Secondo quanto riportato nell’articolo, negli ultimi mesi il dossier saharawi ha conosciuto una nuova fase diplomatica, con iniziative di mediazione internazionale e colloqui indiretti tra le parti coinvolte, senza tuttavia progressi concreti. Il processo negoziale resta infatti in una fase di stallo.

Le tensioni militari e il ruolo degli attori internazionali: 

Nel suo pezzo, Stefano Mauro richiama inoltre il contesto dell’escalation militare successiva alla ripresa del conflitto, evidenziando l’uso crescente di tecnologie militari avanzate nella regione e il coinvolgimento di forniture e cooperazioni internazionali.

L’articolo segnala anche la coincidenza temporale tra l’episodio e la visita dell’inviato personale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per il Sahara Occidentale, Staffan de Mistura, giunto nei campi saharawi nell’ambito delle consultazioni diplomatiche in corso.

Una lettura politica del conflitto:

Nel dibattito riportato da il manifesto, alcune posizioni del Fronte Polisario e dei suoi rappresentanti sostengono che la ripresa delle ostilità sia il risultato del mancato avanzamento del processo politico e dell’assenza di un referendum di autodeterminazione.

In questo contesto, viene richiamata anche la dimensione economica e geopolitica del conflitto, legata alle risorse naturali del territorio e agli accordi energetici e militari che coinvolgono diversi attori internazionali.

Reazioni e letture dal campo saharawi:

Commentando la vicenda, la rappresentante del Fronte Polisario in Italia, Fatima Mahfoud, ha sottolineato come la figura di Lahbib Abdelaziz rappresenti, secondo la visione saharawi, un modello di leadership legato alla partecipazione diretta alla lotta del popolo. «Il dirigente non è colui che si pone al di sopra del popolo, ma colui che ne condivide il destino e la lotta», ha affermato.

L’articolo si inserisce nel più ampio dibattito internazionale sulla crisi del Sahara Occidentale, che continua a oscillare tra tensione sul terreno e stallo diplomatico, in assenza di una soluzione politica condivisa.

https://ilmanifesto.it/alto-esponente-del-fronte-polisario-vittima-del-patto-militare-tra-marocco-e-israele

إذا أعجبك محتوى الوكالة نتمنى البقاء على تواصل دائم ، فقط قم بإدخال بريدك الإلكتروني للإشتراك في بريد الاخبار السريع ليصلك الجديد أولاً بأول ...