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Brahim Ghali: Autodeterminazione unica via per una pace giusta nel 50° anniversario della Repubblica Saharawi



Campi profughi saharawi, 27 febbraio 2026 – In occasione del cinquantesimo anniversario della proclamazione della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD), il Presidente della Repubblica e Segretario generale del Fronte Polisario, Brahim Ghali, si è rivolto giovedì 26 febbraio alla nazione con un discorso solenne trasmesso in diretta televisiva e radiofonica.

Nel suo intervento, Ghali ha ribadito con fermezza che l’esercizio del diritto all’autodeterminazione e all’indipendenza rappresenta “l’unica via” per giungere a una pace giusta e definitiva nel Sahara Occidentale, sottolineando come ogni soluzione imposta o basata sull’occupazione sia destinata al fallimento.

Cinquant’anni di Stato e resistenza:

Ripercorrendo le tappe della lotta nazionale, il Presidente ha ricordato che la proclamazione della RASD, il 27 febbraio 1976, fu il culmine di un lungo percorso di resistenza contro il colonialismo e l’occupazione. Un cammino segnato da momenti storici e da figure simboliche del movimento di liberazione saharawi, che – ha affermato – hanno posto le basi di uno Stato nato nel pieno di una guerra di liberazione.

Ghali ha reso omaggio ai martiri della causa saharawi, ai prigionieri detenuti nelle carceri marocchine, alla popolazione dei territori occupati, ai rifugiati nei campi e alla diaspora, evidenziando la resilienza e l’unità nazionale come pilastri fondamentali di mezzo secolo di resistenza.

Costruzione istituzionale e sviluppo:

Nel suo discorso, il Presidente ha rivendicato i risultati ottenuti dalla RASD in ambito istituzionale, sociale e militare nonostante le condizioni dell’esilio e del conflitto. Ha ricordato la creazione di strutture statali, organismi legislativi ed esecutivi, un sistema giudiziario articolato e un apparato di difesa organizzato attorno all’Esercito Popolare di Liberazione Saharawi.

Particolare attenzione è stata dedicata ai progressi nei settori dell’istruzione e della sanità, con l’estensione dell’accesso scolastico gratuito e lo sviluppo di un sistema sanitario capace di operare anche in condizioni di emergenza e scarsità di risorse. Ghali ha inoltre sottolineato il ruolo centrale delle donne e dei giovani nella costruzione dello Stato e nella gestione dell’amministrazione pubblica.

Dimensione africana e internazionale:

Il Presidente ha ricordato che la RASD è membro fondatore dell’Unione Africana, ribadendo l’impegno dello Stato saharawi a favore della pace, della sicurezza e della cooperazione nel continente.

Sul piano diplomatico, ha evidenziato la presenza di ambasciate e rappresentanze saharawi in diversi continenti e la volontà di consolidare relazioni costruttive con tutti i Paesi della regione, compreso il Regno del Marocco, nella prospettiva di una soluzione pacifica e rispettosa del diritto internazionale.

Risoluzione ONU 2797 e prospettive negoziali:

Riferendosi all’adozione della Risoluzione 2797 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite nell’ottobre scorso, Ghali ha affermato che gli attuali sforzi, sotto la supervisione dell’ONU e con il coinvolgimento degli Stati Uniti, mirano a una soluzione “giusta, duratura e reciprocamente accettabile” che consenta al popolo saharawi di esercitare il proprio diritto inalienabile all’autodeterminazione.

“Solo attraverso una scelta libera, democratica e trasparente del popolo saharawi – ha dichiarato – sarà possibile raggiungere una pace giusta e duratura”. Al contrario, politiche fondate su occupazione, espansionismo e imposizione di soluzioni unilaterali hanno, secondo il Presidente, ostacolato sviluppo, cooperazione e integrazione regionale.

Un messaggio di unità e determinazione:

Concludendo il suo intervento, Brahim Ghali ha definito il cinquantesimo anniversario della RASD un “messaggio al mondo” di fermezza, resistenza e unità nazionale, ma anche un appello al popolo saharawi a rafforzare la coesione interna e a proseguire la lotta fino al raggiungimento della piena sovranità su tutto il territorio nazionale.

Il discorso si è chiuso con un augurio in vista del mese sacro del Ramadan e con un messaggio di speranza per una soluzione definitiva che garantisca libertà, dignità e indipendenza al popolo saharawi.

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