Sahara occidentale, 27 febbraio 2026 – Il Presidente della Algeria, Abdelmadjid Tebboune, ha riaffermato la posizione ferma e costante del suo Paese a sostegno della causa saharawi, sottolineando che l’appoggio di Algeri nasce da una profonda convinzione nella giustezza del diritto del popolo saharawi all’autodeterminazione.
In un messaggio ufficiale indirizzato al Presidente della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD) e Segretario generale del Fronte Polisario, Brahim Ghali, in occasione del 50° anniversario della proclamazione dello Stato saharawi, Tebboune ha evidenziato il valore storico e simbolico della ricorrenza.
Omaggio alla resilienza del popolo saharawi:
Nel suo messaggio, il capo di Stato algerino ha affermato che l’anniversario rappresenta un momento per ricordare la resilienza e i sacrifici del popolo saharawi, nonché il suo costante impegno per il legittimo diritto alla libertà e all’autodeterminazione.
Tebboune ha sottolineato come, nonostante la complessità del contesto internazionale e le numerose sfide affrontate nel corso degli anni, il popolo saharawi abbia dimostrato una notevole capacità di resistenza, conseguendo risultati politici e diplomatici significativi grazie alla propria unità nazionale e alla leadership del Fronte Polisario.
Il Presidente algerino ha inoltre espresso l’apprezzamento dell’Algeria per quella che ha definito un’“eroica resilienza”, riconoscendo la determinazione con cui il popolo saharawi continua a difendere i propri diritti sulla scena internazionale.
Un impegno fondato su giustizia e legalità internazionale:
Ribadendo la linea storica di Algeri, Tebboune ha concluso che il sostegno alla causa saharawi non è soltanto una posizione politica, ma riflette un impegno coerente e duraturo verso i principi di giustizia e legalità internazionale, in particolare per quanto riguarda il diritto dei popoli all’autodeterminazione.
Il messaggio si inserisce nel quadro delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario della RASD, riaffermando il ruolo dell’Algeria come uno dei principali sostenitori della causa saharawi sul piano diplomatico e politico.
