Sahara occidentale, 16 gennaio 2026 – L’Istanza Saharawi contro l’Occupazione Marocchina del Sahara Occidentale (ISACOM), organizzazione non governativa attiva nei territori occupati, ha rilasciato una dichiarazione ufficiale in cui condanna con fermezza la decisione delle autorità di occupazione marocchine di impedire a una delegazione spagnola di entrare nella città occupata di El Aaiún. Secondo l’ONG, tale atto rappresenta “un’ulteriore prova delle gravi e persistenti violazioni dei diritti umani e dei tentativi sistematici di nascondere la reale situazione nei territori occupati del Sahara Occidentale”.
Nella dichiarazione, resa pubblica mercoledì, l’ISACOM riferisce che il 13 gennaio 2026 le autorità di occupazione marocchine hanno impedito a una delegazione spagnola, composta da rappresentanti di istituzioni e forze politiche, di sbarcare da un aereo proveniente dalle Isole Canarie, dopo l’atterraggio all’aeroporto di El Aaiún. La delegazione includeva Carmelo Ramírez, presidente della Federazione nazionale delle istituzioni di solidarietà con il popolo saharawi e consigliere per la cooperazione del Cabildo di Gran Canaria; Noemí Santana Pereira, deputata di Podemos; e Fernando Ruiz Pérez, responsabile della comunicazione di Podemos nelle Isole Canarie.
Secondo l’ISACOM, i membri della delegazione sono stati sorpresi da un blocco direttamente sulla pista aeroportuale, dove individui in abiti civili si sono avvicinati al portellone dell’aereo per impedire loro di sbarcare, senza fornire alcuna identificazione né spiegare i motivi del provvedimento. Successivamente, la delegazione è stata costretta a fare ritorno, in quella che l’ONG definisce una palese violazione dei più elementari principi di legalità, trasparenza e rispetto delle norme internazionali.
L’ISACOM ha accolto con particolare apprezzamento l’iniziativa della delegazione spagnola, sottolineando che il tentativo di accedere ai territori occupati rientrava in una missione di osservazione e di accertamento della situazione dei diritti umani. L’organizzazione ha inoltre elogiato “il coraggio e la determinazione” dimostrati dai membri della delegazione, nonché le posizioni espresse dopo il loro respingimento, che – secondo la dichiarazione – hanno ulteriormente confermato “il sistematico occultamento, da parte della potenza occupante marocchina, dell’entità delle violazioni quotidiane subite dalla popolazione civile saharawi”.
La dichiarazione richiama inoltre l’attenzione sulla situazione delle famiglie dei prigionieri politici saharawi, il cui numero non ufficiale è stimato in circa trentacinque detenuti, incarcerati in prigioni marocchine situate a centinaia di chilometri dalle loro case. L’ONG denuncia anche “il silenzio assoluto e la provocatoria complicità europea” rispetto allo sfruttamento diffuso e continuato delle risorse naturali del Sahara Occidentale.
In questo contesto, l’ISACOM ha esortato le Nazioni Unite a intervenire con urgenza per porre fine al divieto di monitoraggio internazionale della situazione dei diritti umani e per rinnovare il mandato dell’Ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani nel Sahara Occidentale.
L’organizzazione ha inoltre rivolto un appello allo Stato spagnolo affinché si assuma le proprie responsabilità in qualità di potenza amministrativa del territorio, intervenendo per porre fine al divieto imposto a parlamentari spagnoli, rappresentanti di enti locali e regionali, avvocati e giornalisti di entrare nei territori saharawi occupati e di documentare la reale situazione dei diritti umani.
La dichiarazione si conclude sottolineando che “impedire agli osservatori internazionali di accedere al territorio non potrà nascondere la realtà delle violazioni, ma rafforzerà piuttosto la convinzione che il Sahara Occidentale debba essere aperto a un’osservazione internazionale indipendente e imparziale”.
