Bilbao (Spagna), 20 novembre 2025 – Con lo slogan “Contro l’oblio: vittime dell’era coloniale spagnola nel Sahara Occidentale”, la città di Bilbao ha ospitato mercoledì 19 novembre un importante seminario dedicato ai crimini perpetrati contro il popolo saharawi durante il periodo coloniale spagnolo e l’occupazione marocchina. L’iniziativa ha riunito rappresentanti di partiti politici, organizzazioni della società civile, ricercatori in ambito giuridico e attivisti saharawi per i diritti umani.
Una piattaforma per la memoria storica e la giustizia:
L’evento, organizzato dalla Fondazione Oskal Fonoda, in collaborazione con la rappresentanza del Fronte Polisario nei Paesi Baschi e il Comune di Bilbao, è stato inaugurato da Salamou Hammoudi, responsabile degli affari politici della rappresentanza saharawi in Spagna.
Nel suo discorso, Hammoudi ha sottolineato l’importanza del seminario come strumento per promuovere consapevolezza sui crimini coloniali commessi contro il popolo saharawi e per rompere il silenzio che per decenni ha avvolto tali violazioni, sia durante l’epoca spagnola che sotto l’occupazione marocchina.
Il contributo della ricerca: memoria, prove e testimonianze
Il seminario ha accolto la conferenza centrale del ricercatore e attivista Abdel Salam Ammar Lahcen, presidente dell’Associazione dei Genitori dei Detenuti e dei Dispersi Saharawi (Afapredesa), che ha presentato il suo libro “I saharawi, altre vittime del regime franchista e del post-franchismo: memoria, oblio e responsabilità dello Stato spagnolo”.
Lahcen ha analizzato il complesso rapporto storico tra Spagna e Sahara Occidentale, ricordando come la potenza coloniale abbia ostacolato con ogni mezzo le aspirazioni di liberazione del popolo saharawi. Durante l’intervento, ha illustrato prove documentali, testimonianze dirette e casi di sparizioni forzate, omicidi e fosse comuni attribuibili sia al periodo coloniale spagnolo sia all’occupazione marocchina.
Diritti umani e strumenti internazionali:
Nel corso del seminario sono intervenuti anche esperti di diritto internazionale e ricercatori sui diritti umani. Le loro analisi hanno riguardato:
- lo stato attuale dei diritti umani nel Sahara Occidentale,
- il ruolo dei trattati e meccanismi internazionali nell’accertamento della verità,
- la necessità di misure di riparazione e giustizia per le vittime saharawi.
Un momento particolarmente toccante è stato quello dedicato alle testimonianze dei familiari delle vittime dei crimini coloniali. I loro racconti — dalle sparizioni successive alla rivolta di Zemla (1970) fino ai casi più recenti — hanno rivelato l’estrema brutalità delle violazioni subite e la persistente impunità.
Appello politico: la Spagna deve assumersi le sue responsabilità
In chiusura, i rappresentanti dei partiti Somar, EH Bildu e Partito Nazionalista Basco (PNV) hanno ribadito il loro impegno affinché lo Stato spagnolo riconosca pienamente le proprie responsabilità storiche e morali.
Hanno inoltre denunciato le lacune della Legge sulla Memoria Democratica, che non include le vittime saharawi di sequestri e sparizioni forzate avvenute durante il periodo coloniale, chiedendo che questa ingiustizia venga finalmente sanata.




