Ginevra (Svizzera), 1 ottobre 2025 - L'attivista saharawi per i diritti umani, Ghalia Djimi, ha lanciato un forte appello alla comunità internazionale durante una recente sessione del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite a Ginevra, denunciando come l'attuale silenzio stia di fatto incoraggiando il Marocco a perpetuare le violazioni dei diritti umani ai danni del popolo saharawi nelle aree occupate del Sahara Occidentale.
Inottemperanza alle Raccomandazioni ONU:
Nel suo intervento, Djimi ha evidenziato il continuo e sistematico disprezzo da parte del Marocco nell'attuare le raccomandazioni formulate durante le precedenti Revisioni Periodiche Universali (UPR), con particolare riferimento alla situazione dei diritti umani nel Sahara Occidentale.
L'attivista ha categoricamente affermato che il Marocco non ha ancora dato seguito agli impegni fondamentali, inclusi quelli relativi ai diritti inalienabili del popolo saharawi:
- Diritto all'Autodeterminazione e all'Indipendenza.
- Libertà di Associazione.
- Libertà di Espressione.
- Diritto di Riunione Pacifica.
Djimi ha sottolineato che i difensori e gli attivisti saharawi continuano a essere sistematicamente privati di questi diritti civili fondamentali a causa delle loro posizioni politiche. Ha descritto questa situazione come "una palese discriminazione che ostacola la protezione e la promozione dei diritti umani in un territorio non autonomo."
Preoccupazione per Scomparsi e Detenuti:
L'attivista ha espresso profonda preoccupazione anche per altre raccomandazioni che sono state ignorate, tra cui:
- La divulgazione della sorte dei saharawi scomparsi.
- La garanzia di risarcimento per le vittime e le loro famiglie.
- L'assicurazione di processi equi per i prigionieri politici saharawi.
L'Urgenza di un Intervento Internazionale:
Ghalia Djimi ha concluso il suo intervento esortando con forza il Consiglio per i diritti umani e l'intera comunità internazionale a esercitare pressione decisiva sul Marocco. L'obiettivo è duplice: garantire l'attuazione efficace delle raccomandazioni e assicurare che i responsabili di gravi violazioni dei diritti umani vengano assicurati alla giustizia.
Sottolineando il punto focale della sua denuncia, Djimi ha ribadito che l'attuale mancanza di azione e il silenzio della comunità internazionale servono solo a incoraggiare la prosecuzione di tali gravi violazioni. L'appello si configura come una richiesta di non lasciare impunite le violazioni in un territorio che attende da tempo una soluzione politica e il rispetto dei diritti fondamentali.
