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Sciopero della fame a Kenitra: protesta del prigioniero politico saharawi Mohamed Bachir Boutenguiza



Kenitra (Marocco), 20 settembre 2025 – Il prigioniero politico saharawi Mohamed Bachir Boutenguiza, appartenente al gruppo di Gdeim Izik, ha iniziato uno sciopero della fame della durata di 48 ore per denunciare le gravi violazioni dei suoi diritti fondamentali. La notizia è stata confermata da fonti familiari attraverso l’Associazione per la protezione dei prigionieri saharawi.

Divieto di visita ai familiari:

Secondo quanto riportato, l’amministrazione carceraria della prigione centrale di Kenitra ha impedito oggi, venerdì 19 settembre, all’attivista per i diritti umani e giornalista saharawi Salha Boutenguiza di fare visita al proprio familiare, nonostante ciò fosse sempre stato consentito fin dal suo arresto arbitrario nel 2010.

Durante i suoi anni di detenzione, Boutenguiza è stato trasferito più volte tra diverse carceri marocchine: Salé 2, Salé 1, Arjat 1, fino al suo trasferimento a Kenitra il 19 settembre 2017.

Una protesta contro abusi e ingiustizie:

Lo sciopero della fame intrapreso dal prigioniero civile saharawi rappresenta un atto di protesta contro:

- gli abusi e le ingiustizie subite in oltre 14 anni di detenzione;

- le pratiche illegali delle autorità carcerarie marocchine;

- la sistematica violazione dei suoi diritti fondamentali riconosciuti a livello internazionale.

Attraverso questa azione, Mohamed Bachir Boutenguiza intende ribadire la richiesta che siano rispettati i suoi diritti, in linea con la risoluzione del Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria, che già in passato ha riconosciuto l’illegalità delle condanne inflitte ai prigionieri politici saharawi del gruppo di Gdeim Izik.

Un caso emblematico della repressione marocchina:

L’iniziativa di Boutenguiza riporta l’attenzione sulla condizione dei prigionieri politici saharawi detenuti in Marocco, vittime di processi iniqui e di un trattamento carcerario che, secondo osservatori internazionali e ONG per i diritti umani, viola gli standard minimi previsti dal diritto internazionale.

Lo sciopero della fame di Kenitra si inserisce in una lunga serie di proteste individuali e collettive con cui i detenuti saharawi chiedono il rispetto della loro dignità e la fine delle persecuzioni politiche legate alla loro militanza per il diritto all’autodeterminazione del popolo saharawi.

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