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La risoluzione del conflitto del Sahara Occidentale: I cinque principi fondamentali dell'Algeria



New York (ONU), 30 settembre 2025 - Il Ministro algerino degli Affari Esteri, della Comunità Nazionale all'Estero e degli Affari Africani, Ahmed Attaf, è intervenuto all'80ª sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, sottolineando con fermezza che l'unica risoluzione accettabile per il conflitto del Sahara Occidentale deve garantire al popolo saharawi il concreto esercizio del proprio diritto all'autodeterminazione.

I Pilastri di una Soluzione Autentica:

L'Inalienabilità del Diritto e la Durata dell'Occupazione:

Nel suo discorso, il Ministro Attaf ha delineato cinque principi cardine che, a suo avviso, devono sostenere la ricerca di una soluzione autentica e duratura al conflitto. Questi principi mirano a garantire un processo equo, legittimo e pienamente conforme al diritto internazionale:

Pieno e Permanente Patrocinio delle Nazioni Unite: La soluzione deve svolgersi sotto l'egida completa e costante dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), garantendo neutralità e conformità al mandato internazionale.

Negoziati Diretti tra le Parti: È indispensabile che la soluzione sia basata su negoziati diretti tra le due parti in conflitto, riconoscendo la loro centralità nel processo.

Elaborazione Bipartita della Soluzione: La soluzione deve essere formulata e sviluppata dalle due parti in conflitto, escludendo qualsiasi imposizione o dettatura da parte di terzi.

Conformità con la Dottrina di Decolonizzazione dell'ONU: Il contenuto della soluzione deve aderire ai requisiti della dottrina delle Nazioni Unite in materia di decolonizzazione e alla rivendicazione dei popoli che ne sono soggetti.

Concreto Esercizio dell'Autodeterminazione: Fondamentalmente, la soluzione deve consentire al popolo saharawi di esercitare in modo tangibile il proprio diritto all'autodeterminazione, in linea con le risoluzioni pertinenti dell'ONU.

Il capo della diplomazia algerina ha ribadito con forza che il tempo non può annullare un diritto né giustificare l'illegittimità. A tal proposito, ha enfaticamente dichiarato che la questione del Sahara Occidentale rimane inequivocabilmente una questione di decolonizzazione.

Attaf ha sottolineato che il popolo saharawi è titolare di un diritto inalienabile e imprescrittibile all'autodeterminazione. La situazione attuale imposta al territorio saharawi, ha precisato, continua ad essere considerata una condizione di occupazione ai sensi del diritto internazionale e della dottrina consolidata delle Nazioni Unite.

Il Ministro ha concluso il suo intervento evidenziando il protrarsi della questione nel tempo, un fattore che ne sottolinea l'urgenza e l'importanza:

- Sono trascorsi 62 anni da quando l'Assemblea Generale ha incluso il Sahara Occidentale nell'elenco dei territori bisognosi di decolonizzazione.

- Sono passati 50 anni dall'adozione della prima risoluzione del Consiglio di Sicurezza sul territorio.

- Sono trascorsi 34 anni dall'invio della Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO).

Queste date storiche, secondo il Ministro, sono una palese dimostrazione di quanto sia divenuto imperativo sbloccare l'attuale impasse e garantire la piena realizzazione del diritto all'autodeterminazione del popolo saharawi.

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