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Villa Sesso celebra la Giornata della Cultura Saharawi: una serata di identità, pace e solidarietà



Sesso (Reggio Emilia), 4 agosto 2025 – In occasione della Giornata della Cultura Saharawi, celebrata in tutta Italia il 2 agosto, Villa Sesso ha ospitato un evento di grande partecipazione e intensità emotiva, confermandosi luogo di incontro e dialogo tra culture. L'iniziativa, promossa dalla Rete Italiana di Solidarietà con il Popolo Saharawi in collaborazione con la Rappresentanza del Fronte Polisario in Italia, ha trasformato la comunità locale in un crocevia di testimonianze, musica, memoria e impegno civile.

Un ponte tra i popoli nel cuore dell’Emilia:

Accolti nella suggestiva cornice della parrocchia di Villa Sesso, numerosi cittadini e famiglie hanno preso parte a una serata dedicata alla conoscenza e alla celebrazione della cultura saharawi, in compagnia dei Piccoli Ambasciatori di Pace, bambini provenienti dai campi profughi di Tindouf, in Algeria. La manifestazione è stata occasione preziosa per rinsaldare il legame di amicizia e solidarietà che da anni unisce molte realtà italiane al popolo saharawi, ancora privato del diritto all’autodeterminazione.

Cultura, ospitalità e memoria:

La serata è iniziata alle 18:00 con una mostra di artigianato saharawi, seguita da danze e musiche tradizionali, e dalla cerimonia del tè, rito conviviale simbolo di accoglienza e fratellanza. Momenti che hanno permesso ai partecipanti di immergersi nell’atmosfera del deserto e conoscere usi, costumi e valori del popolo saharawi.

Tra le ospiti d’onore, Ughetta Longhi, presidente dell’associazione Jaima Sahrawi ODV, insieme alle attiviste Caterina Lusuardi, Federica Cani, Angela Pedocchi e Cristina Grazzi, ha condiviso riflessioni sulla resistenza civile del popolo saharawi e sull’importanza della mobilitazione internazionale per una soluzione giusta e definitiva al conflitto che lo riguarda.

Alle 20:00, una cena conviviale ha riunito tutti i presenti intorno a piatti tipici: cous cous preparato dall’associazione promotrice, bevande offerte dalla parrocchia e pietanze casalinghe condivise dalle famiglie del territorio. Un momento di convivialità semplice, ma ricco di significato, che ha unito le persone nel segno dell’incontro e della partecipazione.

Arte, diritti e speranza:

Il cuore dell’evento è stato il programma culturale e audiovisivo, che ha raccontato con intensità la vita quotidiana nei campi profughi saharawi. Proiezioni come “Twiza” e i materiali del Progetto Jalla Gumu hanno mostrato storie di bambini e giovani, le sfide educative, le attività sportive e il valore dello sport come strumento di emancipazione. Commoventi le immagini delle partite di pallavolo femminile e della squadra di basket in carrozzina, veri simboli di resistenza, dignità e inclusione.

Ad arricchire ulteriormente la serata, una mostra fotografica e di costumi tradizionali ha raccontato visivamente l’identità nomade saharawi, offrendo uno spaccato autentico della cultura del deserto.

Un messaggio di impegno e giustizia:

La celebrazione a Villa Sesso si inserisce nel più ampio programma nazionale della Giornata della Cultura Saharawi, che accompagna il soggiorno estivo dei bambini saharawi in molte città italiane. Un’iniziativa che vuole rafforzare l’amicizia tra i popoli e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla questione del Sahara Occidentale attraverso la cultura come veicolo di pace e consapevolezza.

La serata si è conclusa con un messaggio chiaro e condiviso, riportato sul manifesto dell’iniziativa:
“Per una soluzione giusta e definitiva per il popolo saharawi”.

Un’affermazione che sintetizza il senso profondo dell’intera manifestazione: solidarietà concreta, memoria attiva e impegno per la libertà e la dignità di un popolo troppo a lungo dimenticato.



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