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Conferenza Internazionale: L’occupazione marocchina del Sahara Occidentale come minaccia alla pace e alla sicurezza globale



New York, 22 agosto 2025 – Il Global Monitoring Center, organizzazione statunitense indipendente impegnata nella promozione della pace e nella difesa dei diritti umani, ospita oggi una conferenza internazionale dal titolo “Morocco's Occupation of Western Sahara as a Threat to Regional and International Peace and Security”. L’incontro, previsto per le ore 14:00 EST (20:00 ora italiana), si terrà a New York e sarà accessibile anche online tramite Zoom.

Relatori di prestigio:

La conferenza vedrà la partecipazione di accademici e diplomatici di primo piano, tra cui:

Dr. Jacob Mundy, Professore associato di Peace and Conflict Studies alla Colgate University e coautore del volume Western Sahara: War, Nationalism and Conflict Irresolution (2021).

Katlyn Thomas, avvocata internazionale con sede a New York, ex funzionaria legale della MINURSO, autrice e co-curatrice di numerosi studi sul Sahara Occidentale e protagonista in iniziative giuridiche a favore dei diritti saharawi.

Dr. Jeffery Smith, Professore di diritto all’Università di Victoria (Canada), ex consulente legale ONU a Timor Est, con ampia produzione scientifica in materia di diritto internazionale, risorse naturali e autodeterminazione del popolo saharawi.

Ambasciatore Sidi M. Omar, Rappresentante del Fronte Polisario presso le Nazioni Unite e Coordinatore con la MINURSO, con un dottorato in studi sulla pace e i conflitti.

Obiettivi e contesto:

Il simposio intende analizzare le implicazioni dell’occupazione marocchina sul piano della stabilità regionale, del rispetto del diritto internazionale e della sicurezza globale. In particolare, saranno discussi:

- i rischi per la pace nel Nord Africa e nel Sahel;

- le violazioni dei diritti umani e la mancata applicazione del diritto all’autodeterminazione del popolo saharawi;

- le strategie diplomatiche e giuridiche per una soluzione pacifica e duratura.

L’ambasciatore Sidi Mohamed Omar, in dichiarazioni rilasciate all’agenzia algerina APS, ha sottolineato che il simposio si svolge in un momento cruciale: il 31 ottobre 2025 ricorreranno i 50 anni dall’inizio dell’invasione e dell’occupazione militare del Sahara Occidentale da parte del Marocco. Un’occupazione, ha ricordato, che costituisce “una flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite e delle sue risoluzioni, le quali obbligano gli Stati ad astenersi da azioni coercitive che privino i popoli del diritto all’autodeterminazione”.

Una minaccia persistente:

Secondo il diplomatico saharawi, negli ultimi cinque decenni il regime marocchino ha condotto una politica sistematica di repressione, confisca delle risorse naturali e tentativi di annientamento del popolo saharawi, ricorrendo anche a strategie destabilizzanti nella regione: dal sostegno a reti criminali e terroristiche alla diffusione del narcotraffico, fino alla creazione di alleanze volte ad alimentare tensioni e instabilità.

Significato dell’evento:

Questo simposio internazionale rappresenta non solo un appuntamento accademico di rilievo, ma anche un segnale politico forte: la comunità internazionale è sempre più consapevole che l’occupazione marocchina del Sahara Occidentale costituisce una minaccia reale alla pace e alla sicurezza, non solo a livello regionale, ma anche globale.

Il Global Monitoring Center, promotore dell’iniziativa, ribadisce così il proprio impegno a favore dei popoli che lottano contro l’occupazione e a sostegno del diritto inalienabile del popolo saharawi all’autodeterminazione, alla libertà e all’indipendenza.

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