Parma, 18 luglio 2025 – Il cuore istituzionale della città di Parma ha spalancato le sue porte giovedì 17 luglio per accogliere i "Piccoli Ambasciatori di Pace", bambini provenienti dai campi profughi saharawi nel sud dell’Algeria, ospiti estivi nell’ambito del programma organizzato dalla Rappresentante del Fronte Polisario in collaborazione con la Rete Saharawi. Un incontro carico di significato che rinnova una tradizione di solidarietà ultraventennale tra Parma e il popolo del Sahara Occidentale.
A fare gli onori di casa nella Sala del Consiglio comunale sono stati il Sindaco Michele Guerra e l’Assessora alla Cooperazione Internazionale, Pace, Associazionismo e Partecipazione Daria Jacopozzi. Insieme a loro, hanno partecipato all’incontro figure istituzionali e rappresentanti del movimento di solidarietà: Fatima Mahfud, rappresentante in Italia del Fronte Polisario; Barbara Lori, vicepresidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna; Giancarlo Veneri, presidente dell’associazione Help for Children Parma; e numerosi volontari del Comitato di Felino, impegnati da anni nell’accoglienza dei minori saharawi.
Il momento istituzionale ha confermato l’impegno di Parma nel sostenere la causa saharawi, anche attraverso legami formali come il Patto di Amicizia sottoscritto con la Wilaya di Smara, una delle province della Repubblica Araba Saharawi Democratica nei campi profughi.
I bambini e le bambine, vere e proprie icone di speranza e resistenza, soggiorneranno nella provincia parmense dal 6 luglio al 21 agosto, accolti dai comuni di Felino, Bedonia, Berceto e Borgo Val di Taro. Durante la permanenza avranno accesso a visite mediche specialistiche, attività ricreative e momenti di condivisione con la comunità locale, grazie a una rete solidale che unisce istituzioni, associazioni e famiglie.
Il progetto, promosso da Help for Children Parma, mira a offrire un sollievo temporaneo a minori che vivono tutto l’anno in condizioni difficilissime, segnate da carenze infrastrutturali e scarsità di servizi essenziali. Ma oltre all’aspetto umanitario, questa iniziativa assume un forte valore simbolico e politico, riaffermando la vicinanza concreta del territorio alla causa dell’autodeterminazione del popolo saharawi.
L’incontro si è concluso con un messaggio chiaro: la solidarietà può e deve essere un ponte tra i popoli, capace di generare legami duraturi e alimentare la speranza di un futuro fondato su diritti, dignità e giustizia.
