Rabat, 30 luglio 2025 – Il Re del Marocco, Mohammed VI, ha affrontato nuovamente la questione del Sahara Occidentale occupato nel suo atteso discorso di martedì 29 luglio in occasione del 26° anniversario della sua salita al trono. Per la prima volta, il sovrano ha parlato esplicitamente della necessità di una “soluzione consensuale, senza vincitori né vinti”, nel quadro di quella che definisce "l’iniziativa di autonomia" proposta da Rabat nel 2007.
“Siamo orgogliosi del crescente sostegno internazionale all'iniziativa di autonomia come unica soluzione al conflitto del Sahara marocchino”, ha affermato il monarca, rivendicando il supporto di diversi paesi, tra cui il Regno Unito e il Portogallo, che hanno recentemente espresso posizioni favorevoli al piano marocchino.
Mohammed VI ha ringraziato questi paesi per il loro “sostegno costruttivo”, sottolineando come tali endorsement rafforzino la posizione del Marocco sulla scena diplomatica internazionale. “Siamo orgogliosi di queste posizioni che sostengono la giustizia e la legittimità, ma affermiamo anche il nostro impegno a trovare una soluzione consensuale, senza vincitori né vinti, che salvi la faccia a tutte le parti”, ha dichiarato.
Tuttavia, la disponibilità espressa dal re verso un presunto compromesso appare limitata e condizionata. Ogni possibile soluzione, ha ribadito, “dovrà sempre rispettare i principi e i fondamenti della posizione marocchina sulla sua integrità territoriale”, escludendo quindi esplicitamente ogni ipotesi di autodeterminazione per il popolo saharawi, come invece previsto dalle risoluzioni delle Nazioni Unite.
Nel suo discorso, Mohammed VI ha anche accusato non meglio precisati attori internazionali di voler “violare i legittimi diritti del Marocco”, respingendo con fermezza qualsiasi contestazione dell’occupazione del Sahara Occidentale. Ha poi celebrato quelle che ha definito “vittorie diplomatiche” ottenute da Rabat a livello globale sul dossier saharawi, interpretandole come segnali inequivocabili di un crescente riconoscimento della sovranità marocchina sull’ex colonia spagnola.
Dietro il tono apparentemente conciliante, il messaggio del sovrano si conferma in linea con l’atteggiamento di chiusura e intransigenza che ha contraddistinto la politica marocchina negli ultimi decenni. L’accenno a una soluzione “consensuale” sembra più un tentativo di rilancio dell’immagine diplomatica del regno che un’apertura concreta al dialogo con il Fronte Polisario o al rispetto del diritto internazionale.
Infine, in un contesto interno segnato da crescenti tensioni sociali e difficoltà economiche, il discorso del re è apparso anche come un tentativo di spostare l’attenzione dell’opinione pubblica verso una narrativa patriottica, facendo leva sull’unità nazionale e sul simbolismo della “causa sacra” del Sahara.
