Campi profughi saharawi, 21 luglio 2025 – Il governo saharawi ha espresso ferma condanna per il tentativo di realizzare un'opera cinematografica nella città occupata di Dakhla nel Sahara occidentale, definendola una palese violazione della legittimità internazionale e dell'etica del lavoro culturale e artistico.
In una dichiarazione rilasciata il 18 luglio dal Ministero della Cultura della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD), il governo ha chiarito che qualsiasi ripresa cinematografica o artistica sul territorio del Sahara Occidentale occupato, senza la conoscenza e il consenso del legittimo rappresentante del popolo saharawi (il Fronte Polisario), costituisce una chiara infrazione del diritto internazionale e dei principi etici che governano il settore culturale e artistico.
Dichiarazione di Condanna e Rifiuto del Ministero della Cultura Saharawi
Il Ministero della Cultura della RASD ha seguito con "profonda preoccupazione e forte indignazione" le notizie riguardanti l'inizio delle riprese del film "L'Odissea", diretto da Christopher Nolan, nella città di Dakhla. Questa località, situata nella parte meridionale del Sahara Occidentale, rimane sotto "occupazione militare illegale da parte del Regno del Marocco", in palese violazione della legalità internazionale e in totale disprezzo dello status giuridico di questo Territorio non autonomo.
Il Ministero ha espresso "fermamente la sua condanna e il suo inequivocabile rifiuto" alla decisione di scegliere un territorio occupato come location per una produzione cinematografica internazionale di tale portata. Sottolinea l'assenza di qualsiasi forma di consultazione o coordinamento con il Fronte Polisario, riconosciuto a livello internazionale come il legittimo rappresentante del popolo saharawi. Questo atto, prosegue la dichiarazione, costituisce "una pericolosa forma di normalizzazione culturale con l'occupazione e uno sfruttamento immorale dell'arte e del cinema per ripulire l'immagine di una situazione coloniale che viene ancora imposta con la forza".
La trasformazione di Dakhla in uno "sfondo cinematografico" per scopi promozionali e turistici viene considerata un "tentativo deliberato di falsificare la realtà e distorcere i fatti", ignorando le "gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani" subite dal popolo saharawi, inclusi gli attacchi alla sua cultura, identità e diritti fondamentali.
Punti Chiave Sottolineati dal Ministero della Cultura Saharawi:
- Violazione del Diritto Internazionale: Le riprese di qualsiasi produzione cinematografica o artistica sul territorio saharawi occupato, senza il consenso del legittimo rappresentante del popolo saharawi, costituiscono una chiara violazione del diritto internazionale e degli standard etici che regolano il lavoro culturale e artistico.
- Normalizzazione dell'Occupazione: La partecipazione a tali produzioni, indipendentemente dalle intenzioni artistiche, contribuisce, consapevolmente o inconsapevolmente, alla copertura e alla normalizzazione internazionale dell'occupazione.
- Appello alla Responsabilità Etica: Il Ministero esorta artisti, registi, produttori e istituzioni culturali a livello globale ad agire con responsabilità etica e a informarsi approfonditamente sulla situazione giuridica e politica del Sahara Occidentale prima di impegnarsi in attività culturali o artistiche che possano essere strumentalizzate politicamente contro la volontà del suo popolo.
- Invito alle Organizzazioni Internazionali: Il Ministero invita inoltre le organizzazioni internazionali per la cultura e i diritti umani ad adempiere alle proprie responsabilità morali e legali, monitorando e denunciando tutti i tentativi di strumentalizzare politicamente l'arte e la cultura nei territori occupati.
Il Ministro della Cultura Saharawi, Moussa Selma, ha concluso la dichiarazione riaffermando il "categorico rifiuto di questa pericolosa linea d'azione" e sottolineando che la cultura saharawi "rimarrà una voce per la libertà, uno strumento di resistenza e uno specchio fedele della verità, che nessuno strumento o narrazione può mettere a tacere, distorcere o cancellare, non importa quanto sofisticato o ben finanziato".