Sahara occidentale, 24 maggio 2025 - Le autorità marocchine continuano a intensificare le pratiche di intimidazione, sorveglianza e umiliazione sistematica nei confronti delle famiglie dei prigionieri politici saharawi, in particolare di coloro appartenenti al gruppo Gdeim Izik. Secondo fonti affidabili, tra cui l’Associazione per la Protezione dei Prigionieri Saharawi nelle carceri marocchine, queste azioni si configurano come parte di una più ampia strategia repressiva contro ogni forma di dissenso pacifico nel Sahara Occidentale occupato.
Minacce e Intimidazioni Dirette alle Famiglie:
Giovedì 22 maggio 2025, nella città occupata di El Aaiun, agenti dei servizi segreti marocchini hanno assediato per oltre 40 minuti l’abitazione del prigioniero politico Mohamed Bachir Boutangiza, esponente del gruppo Gdeim Izik. Durante l’operazione, i familiari presenti sono stati deliberatamente minacciati, provocati e privati della libertà di movimento, impedendo loro perfino di uscire di casa.
Nello stesso giorno, la madre del prigioniero saharawi Abdallah Wali Lakhfaouni è stata oggetto di gravi abusi presso il carcere centrale di Kenitra. Nonostante si fosse recata lì per una visita programmata, le autorità carcerarie l’hanno costretta ad attendere quasi quattro ore, sottoponendola nel frattempo a una perquisizione umiliante e degradante, in aperta violazione della dignità personale.
Un Quadro di Abusi Sistematici:
Questi episodi si inseriscono in un contesto più ampio di sistematiche violazioni dei diritti umani nei confronti dei prigionieri saharawi e dei loro familiari. Le denunce di torture, isolamento e maltrattamenti continuano a moltiplicarsi, in un clima di crescente repressione che punta a soffocare ogni richiesta di giustizia e liberazione.
Reazione alle Campagne di Solidarietà:
Secondo attivisti per i diritti umani e osservatori internazionali, la recrudescenza delle misure repressive sembra essere una risposta diretta alla crescente mobilitazione nazionale e internazionale in favore della liberazione dei detenuti politici saharawi. Campagne di solidarietà stanno infatti guadagnando sempre più attenzione, sia a livello locale che globale, mettendo in luce le gravi responsabilità del Regno del Marocco nella gestione del conflitto saharawi e nella violazione sistematica del diritto internazionale.
