Campi profughi saharawi, 28 maggio 2025 – Un passo significativo nella riorganizzazione governativa della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD) è stato compiuto martedì 27 maggio con l'istituzione ufficiale del Ministero degli Affari Religiosi e dell'Educazione Tradizionale come entità ministeriale indipendente. La cerimonia, presieduta dal Primo Ministro, Bouchraya Hammoudi Bayoune, ha sancito la separazione di questo dicastero dal Ministero della Giustizia, conferendogli un ruolo autonomo e rafforzato.
Alla cerimonia hanno partecipato figure di spicco, tra cui Sidahmed Aleyat, già nominato Ministro degli Affari Religiosi e dell'Educazione Tradizionale, e altri funzionari del nuovo ministero. L'evento segna un momento cruciale per l'amministrazione saharawi, riflettendo la crescente importanza attribuita alla gestione degli affari religiosi e alla promozione dell'educazione tradizionale nel contesto nazionale.
Una Necessità Funzionale e Strategica:
Durante il suo discorso, il Primo Ministro Hammoudi Bayoune ha evidenziato come questa separazione fosse una risposta diretta all'aumento del carico di lavoro e alla necessità di strutture più adeguate per affrontare le crescenti esigenze in questi settori. "Rendere questo Ministero indipendente ci permetterà di svolgere il nostro ruolo e adempiere ai nostri compiti in modo più efficace e mirato", ha dichiarato Bayoune, sottolineando come la mossa fosse essenziale per garantire una maggiore efficienza e una migliore gestione delle politiche legate alla sfera religiosa e culturale.
La decisione di elevare il dicastero a ministero autonomo non è stata improvvisa, ma è stata preceduta da un decreto presidenziale emesso il 3 aprile 2025. Tale decreto ha formalizzato la separazione dal Ministero della Giustizia e ha ridefinito la sua denominazione in "Ministero degli Affari Religiosi e dell'Istruzione Tradizionale", riflettendo l'ampiezza delle sue competenze e la sua importanza strategica all'interno dell'apparato governativo.
L'istituzione di questo nuovo Ministero rappresenta un riconoscimento tangibile del ruolo cruciale che gli affari religiosi e l'educazione tradizionale giocano nella società saharawi. Ci si aspetta che questa autonomia consentirà al Ministero di sviluppare politiche più mirate, promuovere la tolleranza religiosa e salvaguardare le tradizioni culturali, contribuendo in modo significativo al benessere e all'identità della nazione saharawi.
