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Reggio Emilia abbraccia la cultura Saharawi: 25 anni di Jaima Sahrawi tra arte, poesia e solidarietà



Reggio Emilia, 19 maggio 2025 – Una vibrante ondata di cultura, arte e testimonianze internazionali ha attraversato Reggio Emilia sabato 17 maggio in occasione del venticinquesimo anniversario dell’associazione Jaima Sahrawi, che ha celebrato l’importante traguardo con un evento denso di emozioni e significati. In concomitanza con la sua assemblea annuale, l’associazione ha trasformato lo spazio di Al Catomes Tot  in un crocevia di parole, immagini e visioni, ribadendo il profondo legame tra la città emiliana e la causa del popolo saharawi.

Un’antologia per raccontare l’anima di un popolo:

Fulcro dell’evento è stata la presentazione del volume "Riti di Jaima – L’eco della cultura saharawi", un’antologia che raccoglie racconti, poesie e riflessioni provenienti dal cuore della diaspora. A introdurre l’opera, Giulia Maltese, curatrice e traduttrice dell’edizione italiana, e Fatima Mahfud, rappresentante del Fronte Polisario in Italia, le cui parole hanno tessuto un filo diretto tra la cultura saharawi e il pubblico italiano.

Un momento di grande intensità emotiva è stato il collegamento in diretta con Limam Boisha, poeta saharawi di rilievo internazionale, che ha condiviso con i presenti la genesi del progetto editoriale, offrendo uno spaccato autentico della tradizione letteraria del popolo saharawi.

Quando la poesia si fa immagine: "Tracce nel vento"

A dare ulteriore forza all'iniziativa è stata la premiazione del concorso video-grafico "Tracce nel vento – La poesia saharawi diventa immagine", un esperimento artistico e partecipativo che ha coinvolto giovani videomaker, illustratori e attivisti. I partecipanti hanno trasformato versi poetici saharawi in opere visive di forte impatto, contribuendo a far conoscere e sentire, in nuove forme, il vissuto del popolo saharawi.

Alla cerimonia sono intervenuti volti noti del panorama culturale e solidale locale: Serena Braglia, consigliera comunale di Quattro Castella, Marianna Roscelli, Wadadi Mahfoud,  voce della cultura saharawi in Italia e Nicola Crema, attivista e fotografo legato all’associazione. L’evento è stato magistralmente condotto da Caterina Lusuardi, ex presidente di Jaima Sahrawi, che ha saputo unire professionalità e passione nel raccontare la storia dell’associazione.

Un viaggio tra testimonianza e impegno:

Il momento clou della giornata è stata la premiazione dei quattro vincitori del concorso, che saranno protagonisti di un’esperienza unica: un viaggio nei campi profughi saharawi in Algeria, dove avranno modo di entrare in contatto diretto con una realtà spesso ignorata dai media internazionali. Il motto del concorso – “Costruttori di ponti, saltatori di muri ed esploratori di frontiere” – ha risuonato con forza tra i presenti, riflettendo lo spirito di apertura e resistenza che caratterizza da sempre la cultura saharawi.

Un evento che lascia il segno:

L’intervento di Fatima Mahfud, che ha ripercorso le principali tappe della lotta saharawi per l’autodeterminazione, ha rappresentato un forte momento di riflessione collettiva. Le sue parole hanno rafforzato l’idea che la cultura non è solo espressione, ma anche resistenza e identità.

L’intera giornata si è rivelata un successo partecipativo e simbolico, capace di coniugare arte e attivismo, bellezza e denuncia. Ancora una volta, Reggio Emilia si conferma una città sensibile e solidale, in grado di accogliere e amplificare le voci che spesso rimangono ai margini, offrendo spazio alla memoria, alla cultura e alla speranza.




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