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L'UE e l'UA ribadiscono l'autodeterminazione dei popoli: un faro di speranza per il popolo Saharawi


Bruxelles (Belgio), 23 maggio 2025 - 
 La terza riunione ministeriale tra l'Unione Europea (UE) e l'Unione Africana (UA) si è conclusa ieri a Bruxelles con un comunicato congiunto che riafferma con forza principi fondamentali. Questi principi si allineano chiaramente con le aspirazioni dei popoli che sono ancora in attesa del loro inalienabile diritto all'autodeterminazione e all'indipendenza, con il popolo Saharawi in prima linea.


Un partenariato strategico basato su valori condivisi:

In un contesto globale segnato da significative turbolenze geopolitiche, i ministri degli Esteri di entrambe le Unioni hanno elogiato la profondità del loro partenariato strategico, descrivendolo come fondato su "valori condivisi, rispetto reciproco e interessi comuni". Il comunicato ha enfatizzato l'importanza di una cooperazione rispettosa e giusta, in piena armonia con l'Agenda 2063 dell'Unione Africana. Quest'ultima, come ben noto, auspica la fine di ogni forma di colonialismo nel continente africano.


Verso una "Visione congiunta per il 2030":

La dichiarazione ha sottolineato un rinnovato e fermo impegno verso una "Visione congiunta per il 2030", precedentemente adottata al vertice di Bruxelles del 2022. Questa visione rimane saldamente incentrata sui principi di giustizia, pace, sostenibilità e sviluppo inclusivo.

I ministri hanno convenuto di rafforzare i meccanismi di monitoraggio di questa visione. Ciò avverrà anche attraverso una revisione sistematica degli impegni assunti durante il prossimo vertice UE-UA, che si terrà in Africa più avanti quest'anno. Questo evento celebrerà i 25 anni di partenariato tra le due unioni, un percorso iniziato con il vertice del Cairo nel 2000.


Un fondamento legittimo per l'autodeterminazione:

Il riferimento esplicito all'Agenda 2063 e alla Dichiarazione di Bruxelles del 2022 – che include impegni per la pace, la governance equa e il rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite – fornisce un fondamento legittimo e inequivocabile alle rivendicazioni dei popoli che ancora attendono il completamento dei processi di decolonizzazione, tra cui spicca il popolo Saharawi.

Per i sostenitori della causa saharawi, questo linguaggio diplomatico risuona come un appello implicito ma potente a una risoluzione giusta e pacifica del conflitto nel Sahara occidentale. Tale risoluzione deve essere basata sul diritto internazionale e salvaguardare il diritto inalienabile del popolo saharawi all'autodeterminazione e all'indipendenza.


Un messaggio chiaro: giustizia e rispetto alla base del partenariato

Consolidando un partenariato che pone al centro i diritti dei popoli, il comunicato congiunto segna una nuova e significativa tappa nel sostegno internazionale a una giusta risoluzione dei conflitti in Africa. Il messaggio è chiaro e risuona forte: il partenariato UE-UA non può essere sostenibile né duraturo se non si fonda intrinsecamente sulla pace, sulla giustizia e sul rispetto dei diritti fondamentali di tutti i popoli.

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