Dili (Timor Est), 20 maggio 2025 - La capitale timorese, Dili, si è affermata lunedì 19 maggio come un importante crocevia per la solidarietà internazionale, ospitando la "Conferenza di solidarietà asiatica e pacifica con il Sahara occidentale". L'evento di alto profilo ha visto la partecipazione di un ampio ventaglio di attori della società civile timorese e di influenti associazioni di solidarietà impegnate nella causa del popolo saharawi, con una significativa presenza di delegati provenienti da Giappone e Australia.
La conferenza è stata il risultato di una sinergica collaborazione tra il Forum delle organizzazioni non governative di Timor Est, il Movimento di solidarietà di Timor Est con il Sahara Occidentale, il Gruppo di solidarietà giapponese con il Sahara Occidentale e la rappresentanza diplomatica della Repubblica Saharawi a Timor Est, ovvero la sua Ambasciata a Dili.
L'importanza dell'incontro è stata ulteriormente sottolineata dalla presenza di illustri personalità, tra cui Sua Eccellenza Kay Rala Xanana Gusmão, Primo Ministro della Repubblica Democratica di Timor Est, che ha onorato l'evento in qualità di ospite d'onore. Hanno inoltre partecipato un rappresentante del Ministero degli Affari Esteri di Timor Est e autorevoli membri del corpo diplomatico accreditato nella capitale.
Una nutrita delegazione saharawi ha preso parte attivamente ai lavori della conferenza. Tra i suoi membri figuravano Sidi Mohamed Omar, rappresentante del Fronte Polisario presso le Nazioni Unite, che ricopre anche il ruolo di coordinatore presso la MINURSO (Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale), e il sig. Abba Malainin, ambasciatore della Repubblica saharawi a Timor Est.
Nel corso della conferenza, numerosi oratori in rappresentanza dei movimenti di solidarietà con il popolo saharawi hanno preso la parola, ribadendo con forza il loro incrollabile sostegno al diritto inalienabile del popolo saharawi all'autodeterminazione e alla piena indipendenza. Gli interventi hanno posto l'accento sulla cruciale necessità di proseguire con gli sforzi di sensibilizzazione a livello globale in merito alla questione saharawi e di ampliare e rafforzare le reti di solidarietà in tutta l'Asia e nella strategica regione del Pacifico.
L'eco di questa conferenza risuonerà sicuramente nel panorama internazionale, rafforzando il sostegno a una risoluzione giusta e duratura per il popolo del Sahara Occidentale.
