Il ministro degli Affari esteri svedese, Ann Linde, ha espresso la profonda preoccupazione del suo paese per i recenti sviluppi nella regione di Guerguerat nel Sahara occidentale.
Ha sottolineato che il governo svedese sostiene pienamente gli sforzi delle Nazioni Unite per l'organizzazione di un referendum nel Sahara occidentale.
Linde ha affrontato il recente rapporto del suo ministero sui diritti umani nei territori occupati del Sahara occidentale denunciando la situazione grave degli attivisti saharawi.
Il ministro ha affermato: "Il suo paese ritiene il monitoraggio dei diritti umani dovrebbe essere incluso nel mandato della missione MINURSO", osservando che "la Svezia ha contribuito durante la sua appartenenza al Consiglio di sicurezza a molte risoluzioni riguardanti la missione e altre questioni come quella umanitaria".
La Svezia è in contatto con la Spagna per quanto riguarda la sua responsabilità nel Sahara occidentale come la prima potere coloniale, ha detto il ministro, "la Svezia ha un dialogo continuo con i rappresentanti della Spagna sulla situazione nel Sahara occidentale, in particolare alle Nazioni Unite, dove la posizione svedese è chiara al riguardo."
Ha anche sottolineato che "Stoccolma, pur ribadendo il suo continuo sostegno al lavoro delle Nazioni Unite volto a raggiungere una soluzione negoziata giusta, duratura e reciprocamente accettabile che garantisca il diritto del popolo saharawi all'autodeterminazione".
La deputata svedese Lotta Johnsson Fornarve ha sottolineato - nel suo commento alla risposta del ministro degli Esteri svedese - che "i recenti sviluppi e le ragioni che hanno portato al crollo del cessate il fuoco sono direttamente attribuibili all'apparente fallimento delle Nazioni Unite e al Consiglio di Sicurezza per imporre l'organizzazione del referendum sull'autodeterminazione".
