CHIANTI FIORENTINO, 4 agosto 2026 – Un abbraccio corale e carico di umanità ha accolto lunedì 3 agosto nel Chianti fiorentino la delegazione di dieci bambine e bambini sahrawi, di età compresa tra i 10 e gli 11 anni, arrivati in Toscana insieme ai loro accompagnatori nell’ambito del programma estivo di accoglienza dedicato ai “Piccoli Ambasciatori di Pace”.
L’iniziativa, che si rinnova ormai da diversi anni, ha coinvolto i Comuni di San Casciano in Val di Pesa, Greve in Chianti e Barberino Tavarnelle, confermando un legame di amicizia e solidarietà costruito nel tempo con il popolo sahrawi.
I bambini, ospitati in Toscana durante il periodo estivo, possono così trascorrere alcune settimane lontano dalle condizioni climatiche particolarmente difficili che caratterizzano i campi profughi sahrawi nell’area di Tindouf, in Algeria. Il soggiorno prevede inoltre visite mediche, attività di screening e prestazioni sanitarie, insieme a numerose iniziative ricreative, culturali e sportive.
A coordinare l’accoglienza e le attività sul territorio è il Comitato Selma 2.0, associazione presieduta da Sara Tozzi, che ha curato il programma in collaborazione con le amministrazioni comunali e le realtà associative locali.
Durante la permanenza nel Chianti, i piccoli ospiti sono stati coinvolti in momenti di gioco e socializzazione, attività sportive, iniziative culturali e occasioni di incontro nei circoli e negli impianti del territorio, grazie alla collaborazione di numerose associazioni locali.
L’abbraccio delle amministrazioni comunali:
A Greve in Chianti e San Casciano in Val di Pesa, il saluto istituzionale ai bambini si è svolto nelle sale consiliari dei rispettivi Palazzi comunali, alla presenza dei sindaci Paolo Sottani e Roberto Ciappi.
A Barberino Tavarnelle, invece, l’incontro con la comunità si è trasformato in una vera festa di colori, sapori e tradizioni sahrawi nella zona di piazza Matteotti, davanti al Circolo La Rampa, alla presenza del sindaco David Baroncelli.
Come segno di benvenuto e vicinanza, le amministrazioni comunali hanno consegnato ai bambini materiale scolastico e bottiglie di olio extravergine d’oliva, simboli concreti dell’accoglienza e del legame con il territorio.
“Un progetto che parla di solidarietà e pace”:
«Il progetto di accoglienza estiva dedicato ai bambini e alle bambine sahrawi, che ogni anno siamo felici di ospitare nei nostri territori, ha un valore non solo simbolico», hanno dichiarato congiuntamente i sindaci Roberto Ciappi, Paolo Sottani e David Baroncelli.
«Il percorso – hanno aggiunto – è sostenuto dalla ferma volontà delle istituzioni di rafforzare il legame di amicizia e solidarietà con la comunità sahrawi, attraverso il coinvolgimento attivo delle associazioni e delle realtà locali. È inoltre un’importante occasione per sensibilizzare la popolazione del Chianti sulla storia e sulla causa sahrawi e per affiancare le legittime aspirazioni del popolo sahrawi nel rispetto del diritto internazionale e del principio di autodeterminazione».
I primi cittadini hanno sottolineato anche il valore concreto dell’esperienza offerta ai giovani ospiti: «Il periodo di serenità, svago e assistenza sanitaria rappresenta un tassello significativo degli obiettivi di cooperazione internazionale e di pace concreta che perseguiamo da anni».
«L’intento – hanno proseguito – è diffondere e condividere con le nostre comunità la necessità di affermare valori imprescindibili come solidarietà, accoglienza e cooperazione tra i popoli».
Un ringraziamento particolare è stato rivolto al Comitato Selma, per il lavoro portato avanti nel corso degli anni: «Grazie per i progetti umanitari e per le tante attività di scambio culturale che, con amore e dedizione, portate avanti dal 1998».
Un ponte tra il Chianti e il popolo sahrawi:
Il Comitato Selma 2.0, con sede a Greve in Chianti, è un’associazione impegnata nella solidarietà con il popolo sahrawi e aderisce alla Rete Nazionale del movimento solidale al popolo sahrawi.
L’esperienza dei piccoli ambasciatori di pace nel Chianti rappresenta così molto più di un semplice soggiorno estivo: è un’occasione di incontro tra comunità, scambio culturale e cooperazione, capace di trasformare l’accoglienza in un ponte concreto tra la Toscana e il popolo sahrawi.
Attraverso la presenza dei bambini, la solidarietà assume un volto, una voce e una storia, contribuendo a mantenere vivo il rapporto tra il territorio chiantigiano e una comunità che da decenni vive una difficile condizione di esilio e attesa.
