L'iniziativa, resa nota attraverso un comunicato della Lega per la Protezione dei Prigionieri Saharawi nelle Carceri Marocchine, rappresenta la terza azione di protesta collettiva promossa dai detenuti del gruppo Gdeim Izik per richiamare l'attenzione sul progressivo aggravarsi delle condizioni di salute di Asfari.
Secondo quanto riferito dalla Lega, e riportato dall'agenzia Sahara Press Service (SPS), Naâma Asfari ha avviato lo sciopero della fame a tempo indeterminato l'8 giugno nel carcere centrale di Kenitra, per protestare contro le condizioni di detenzione e le continue violazioni dei diritti umani denunciate dai prigionieri politici saharawi nelle carceri marocchine.
Le famiglie dei detenuti hanno riferito che i prigionieri restano determinati a proseguire quella che definiscono la loro "battaglia dello stomaco vuoto", ribadendo che le autorità marocchine, in quanto potenza occupante, sono pienamente responsabili della vita, della salute e dell'incolumità di Naâma Asfari.
Nel comunicato, i prigionieri chiedono inoltre l'immediato accoglimento delle richieste avanzate da Asfari, considerate di carattere legale e umanitario, e rinnovano l'appello alla comunità internazionale e alle organizzazioni per i diritti umani affinché intervengano con urgenza per garantire il rispetto dei suoi diritti fondamentali e di quelli di tutti i prigionieri politici saharawi detenuti nelle carceri marocchine.
