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Die Linke sostiene il diritto del popolo saharawi: «Il referendum resta l'unica via per l'autodeterminazione»



Berlino, 17 luglio 2026 – Il partito progressista tedesco Die Linke ha ribadito il proprio sostegno alla causa del popolo saharawi, affermando che un referendum di autodeterminazione, conforme al diritto internazionale, rappresenta l'unico strumento legittimo per consentire ai saharawi di esprimere liberamente la propria volontà sul futuro del Sahara Occidentale.

In una dichiarazione ufficiale, la dirigenza del partito ha espresso piena solidarietà alla lotta del popolo saharawi per l'autodeterminazione e l'indipendenza, riaffermando il proprio sostegno a una soluzione politica giusta, pacifica e duratura del conflitto.

Die Linke ha inoltre accolto con favore la proposta presentata dal Fronte Polisario alle Nazioni Unite nell'ottobre 2025, considerandola un'iniziativa orientata al raggiungimento di una soluzione politica reciprocamente accettabile, fondata sul rispetto del diritto all'autodeterminazione e finalizzata al ripristino della pace e della stabilità nella regione.

Il partito ha rivolto un appello al governo federale tedesco affinché riconosca in modo chiaro ed esplicito il diritto del popolo saharawi all'autodeterminazione e si impegni attivamente, in sede internazionale, per l'organizzazione di un referendum libero, equo e sotto supervisione delle Nazioni Unite.

Secondo Die Linke, il referendum previsto dal processo di pace delle Nazioni Unite rimane l'unico meccanismo conforme al diritto internazionale in grado di garantire l'espressione della libera volontà del popolo saharawi e di favorire una soluzione politica definitiva del conflitto nel Sahara Occidentale.

Sul piano umanitario, il partito ha chiesto al governo tedesco di rafforzare il proprio sostegno ai campi profughi saharawi, incrementando gli aiuti destinati a soddisfare i bisogni essenziali della popolazione, con particolare attenzione alla sicurezza alimentare, all'approvvigionamento idrico e all'assistenza sanitaria.

Die Linke ha inoltre invitato l'Unione Europea e i suoi Stati membri ad assumere una posizione più decisa nei confronti delle violazioni dei diritti umani denunciate nei territori occupati del Sahara Occidentale, esortandoli a non rimanere indifferenti di fronte alla repressione e a promuovere il pieno rispetto del diritto internazionale.

Nel documento, il partito ha anche ribadito la propria contrarietà allo sfruttamento delle risorse naturali del Sahara Occidentale, denunciando quello che definisce il saccheggio economico dei territori occupati. Secondo Die Linke, le imprese tedesche ed europee coinvolte in attività economiche nell'area senza il consenso del popolo saharawi contribuiscono, direttamente o indirettamente, al consolidamento dell'occupazione marocchina.

Infine, il partito ha chiesto il pieno rispetto delle sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE), richiamando in particolare le decisioni che hanno dichiarato incompatibili con il diritto dell'Unione gli accordi commerciali e di sfruttamento delle risorse conclusi tra l'Unione Europea e il Marocco senza il consenso del popolo del Sahara Occidentale.

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