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Calenzano accoglie i bambini sahrawi: «Piccoli ambasciatori di pace e di solidarietà»

 



Calenzano, 28 luglio 2026 – Il Comune di Calenzano ha accolto i bambini sahrawi ospiti dall'associazione Ban Slourt Larbi nell’ambito del progetto di solidarietà e accoglienza, rinnovando un rapporto di amicizia e vicinanza con il popolo sahrawi che affonda le proprie radici negli anni Novanta.

All’incontro ha partecipato anche Abdalahi Bucheiba, rappresentante del Fronte Polisario in Toscana, che ha espresso gratitudine all’amministrazione comunale, all’associazione e a tutti coloro che contribuiscono ogni anno alla realizzazione del progetto.

«Ringraziamo il Comune e l’associazione – ha sottolineato Bucheiba – per il lavoro che portano avanti da tanti anni. Non è il primo anno che questo progetto viene realizzato: da quasi trent’anni rappresenta un importante momento di accoglienza, solidarietà e scambio».

Nel corso dell’incontro è stato ricordato anche il patto di amicizia sottoscritto da Calenzano con Farsia, comune sahrawi, un legame nato negli anni Novanta e che nel tempo ha favorito scambi, visite e iniziative di sensibilizzazione sulla realtà del popolo sahrawi.

Il rappresentante del Fronte Polisario ha evidenziato il valore simbolico della presenza dei bambini in Toscana, definiti «piccoli ambasciatori di pace». La loro esperienza in Italia, ha spiegato, permette di creare ponti tra comunità e di mantenere alta l’attenzione sulla questione del Sahara Occidentale.

Bucheiba ha inoltre ricordato il sostegno storico della Toscana alla causa sahrawi, sottolineando come numerosi Comuni della regione abbiano sviluppato rapporti di amicizia e solidarietà con le comunità sahrawi.

«Questi bambini sono per noi piccoli ambasciatori di pace – ha affermato – perché fanno sentire la voce di un popolo che da cinquant’anni vive nel deserto, privato del diritto all’autodeterminazione. Il Sahara Occidentale rimane, secondo la nostra posizione, l’ultima colonia in Africa».

Nel suo intervento, il rappresentante sahrawi ha rivolto un appello alla comunità internazionale affinché continui a sostenere una soluzione pacifica e conforme al diritto internazionale per il Sahara Occidentale. «Noi esistiamo, continuiamo a resistere e speriamo di poter festeggiare insieme, un giorno, la libertà del Sahara Occidentale», ha dichiarato.

L’impegno del Comune e dell’associazione:

Il sindaco di Calenzano ha ribadito l’importanza dell’accoglienza, sottolineando come il progetto rappresenti ormai una tradizione consolidata per la comunità locale.

«Per noi è un onore ospitarvi qui nel Comune di Calenzano – ha dichiarato –. Lo facciamo da tanti anni, grazie anche alla collaborazione con l’associazione Enzo Vargas, che ha sempre lavorato insieme all’amministrazione per garantire ospitalità e accoglienza».

Il primo cittadino ha ricordato inoltre il rapporto di amicizia con Farsia e il valore dei patti di collaborazione che, nel corso degli anni, hanno consentito di mantenere vivo il sostegno alla popolazione sahrawi e al suo diritto all’autodeterminazione.

Durante l’incontro sono stati rivolti ringraziamenti anche a Sandro Volpe e Pierluigi, indicati tra le persone che da anni contribuiscono alla realizzazione del progetto, così come a Emiliano ed Elisa, impegnati nel coordinamento dell’accoglienza e nelle attività organizzative.

«È un’opportunità davvero importante per questi bambini – è stato sottolineato durante l’incontro – perché permette loro di conoscere un mondo diverso e di vivere esperienze che nei campi profughi spesso non sono possibili».

Tra le iniziative organizzate durante il soggiorno in Toscana è stata ricordata anche la visita dei bambini a una realtà calcistica di Firenze, vissuta come momento di svago ma anche come occasione per accendere i riflettori sulla causa sahrawi.

Un gesto di amicizia che guarda al futuro:

Nel corso della cerimonia, ai bambini sono stati consegnati attestati e piccoli omaggi, in un clima di festa e partecipazione. La presenza della bandiera della Repubblica Democratica Araba Sahrawi e dei materiali dedicati alla campagna internazionale per la liberazione dei prigionieri civili sahrawi ha sottolineato anche la dimensione politica e umanitaria dell’iniziativa.

L’incontro si è concluso con un messaggio condiviso di speranza. Da una parte, la volontà di continuare a garantire ai bambini sahrawi accoglienza, cure, momenti di socialità e nuove esperienze; dall’altra, l’auspicio che il popolo sahrawi possa un giorno vivere libero nella propria terra.

«Speriamo che la prossima volta – è stato detto durante l’incontro – non siano più i bambini a dover venire qui per far conoscere la loro realtà, ma che si possa finalmente festeggiare la libertà del popolo sahrawi e andare tutti nel Sahara Occidentale da turisti, mentre voi potrete venire in Italia con il vostro passaporto».

Un auspicio accolto dagli applausi dei presenti, a testimonianza di un legame che a Calenzano continua a tradursi in accoglienza, amicizia e solidarietà concreta.


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