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Sahara Occidentale: l’ONU esprime profonda preoccupazione per l’attacco con drone e chiede un’indagine MINURSO

 


New York, 11 giugno 2026 – L’Inviato personale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per il Sahara Occidentale, Staffan de Mistura, ha espresso mercoledì 10 giugno preoccupazione per le recenti violenze nella regione, dopo le notizie relative a un attacco con drone che avrebbe colpito un veicolo militare del Fronte Polisario, causando la morte di tre persone.

La posizione è emersa nel corso del consueto briefing quotidiano dell’Ufficio del Portavoce del Segretario Generale dell’ONU, illustrato dal Vice Portavoce Farhan Haq, durante una sessione dedicata agli sviluppi più recenti nel dossier sahariano.

De Mistura e la missione nei campi di Tindouf:

Rispondendo a una domanda sul recente viaggio di de Mistura nei campi profughi di Tindouf e sui suoi incontri con i rappresentanti del Fronte Polisario, il Portavoce ha sottolineato come l’Inviato personale stia proseguendo il proprio lavoro diplomatico.

“Il signor de Mistura continua i suoi sforzi. Cercherà di incontrare il maggior numero possibile di interlocutori delle diverse parti e valuteremo nel corso della visita gli incontri effettivamente realizzati”, ha dichiarato il Vice Portavoce, senza confermare o commentare eventuali difficoltà nei contatti politici.

L’attacco con drone e la richiesta di indagine:

In merito al presunto attacco con drone avvenuto nella regione di Mijek, che secondo le segnalazioni avrebbe colpito membri del Fronte Polisario all’interno di una zona contesa, il Portavoce ha confermato la preoccupazione delle Nazioni Unite.

“Siamo profondamente preoccupati per le notizie relative a un attacco con drone contro un veicolo militare del Fronte Polisario nella regione di Mijek, che avrebbe provocato tre vittime”, ha affermato Farhan Haq.

Il Vice Portavoce ha inoltre precisato che la Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO) sta lavorando per ottenere le necessarie autorizzazioni di sicurezza dalle parti coinvolte, al fine di poter avviare un’indagine sull’accaduto.

Appello alla de-escalation:

L’episodio si inserisce in un contesto particolarmente delicato, proprio mentre l’Inviato personale del Segretario Generale si trova nella regione per proseguire i contatti politici.

Le Nazioni Unite hanno ribadito l’appello al rispetto del cessate il fuoco e alla necessità di evitare azioni militari che possano compromettere il processo politico in corso.

“Le azioni militari, da qualsiasi parte provengano, rischiano di compromettere i progressi verso una soluzione duratura e reciprocamente accettabile del conflitto”, ha ricordato il Vice Portavoce, riportando la posizione dell’Inviato personale.

Un processo politico ancora fragile:

Il dossier del Sahara Occidentale resta al centro degli sforzi diplomatici dell’ONU, con l’obiettivo di rilanciare un percorso negoziale tra le parti sotto l’egida delle Nazioni Unite, in un contesto segnato da tensioni ricorrenti e da una fragile tenuta del cessate il fuoco.

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