Ginevra, 18 giugno 2026 – L’indipendenza del continente africano non può considerarsi pienamente realizzata finché il popolo del Sahara Occidentale non potrà esercitare il proprio inalienabile diritto all’autodeterminazione. È il messaggio centrale ribadito dal Presidente del Gruppo di Ginevra a sostegno del Sahara Occidentale, l’ambasciatore Geraldo Saranga.
L’intervento è avvenuto nel corso di un evento collaterale di alto livello intitolato “Il Sahara Occidentale e il diritto all’autodeterminazione: sfide alla legalità internazionale”, organizzato a margine della 62ª sessione del Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite presso il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite.
Nel suo discorso, Saranga ha definito la questione del Sahara Occidentale “l’ultimo caso irrisolto di decolonizzazione in Africa”, sottolineando come la sua persistenza rappresenti una ferita aperta per l’intero continente.
Rivolgendosi a diplomatici e rappresentanti della società civile internazionale, l’ambasciatore ha richiamato un senso di responsabilità condivisa tra i Paesi africani e la comunità internazionale, affermando che l’indipendenza africana “sarà davvero completa solo quando i fratelli e le sorelle del Sahara Occidentale potranno esercitare pienamente il loro diritto all’autodeterminazione”.
Saranga ha inoltre sottolineato la necessità di un impegno coerente e universale nell’applicazione del diritto internazionale, ricordando che il rispetto della Carta delle Nazioni Unite non può essere selettivo: “È responsabilità di tutti sostenere i principi del diritto internazionale senza eccezioni”.
Nel suo intervento, il diplomatico ha lanciato un monito contro l’inerzia della comunità internazionale, affermando che “il silenzio non è un’opzione” di fronte alla situazione nel territorio.
Secondo Saranga, la mancanza di una risposta efficace contribuisce a perpetuare le violazioni dei diritti umani, a negare il diritto all’autodeterminazione e a favorire lo sfruttamento delle risorse naturali del territorio.
Il presidente del Gruppo di Ginevra ha inoltre evidenziato le implicazioni più ampie della crisi saharawi per il sistema multilaterale globale, avvertendo che la tolleranza verso situazioni di occupazione prolungata “mina la credibilità e l’integrità dell’ordine internazionale basato sulle regole”.
In chiusura, Saranga ha accolto i partecipanti all’iniziativa come parte di un più ampio “movimento globale di solidarietà per il Sahara Occidentale”, ribadendo il fermo impegno della Repubblica del Mozambico a sostegno del diritto all’autodeterminazione del popolo saharawi e chiedendo un processo di decolonizzazione autentico, fondato esclusivamente sulla volontà libera e sovrana della popolazione del territorio Sahara Occidentale.
