Londra, 13 giugno 2026 – In una risposta parlamentare del 11 giugno riportata dagli atti ufficiali della Camera dei Comuni britannica (Hansard), il governo del Regno Unito ha chiarito la propria posizione sul dossier del Sahara Occidentale, riaffermando il sostegno a una soluzione politica nell’ambito del processo guidato dalle Nazioni Unite.
L’interrogazione, presentata dal deputato laburista Navendu Mishra, chiedeva al Ministero degli Affari Esteri, del Commonwealth e dello Sviluppo quale fosse la posizione ufficiale del governo sul territorio.
A rispondere è stato il sottosegretario parlamentare Hamish Falconer, che ha confermato che il Sahara Occidentale è classificato dalle Nazioni Unite come “territorio non autonomo” privo di una potenza amministratrice definita.
Il governo britannico ha ribadito l’obiettivo di una soluzione “duratura, giusta e reciprocamente accettabile” al conflitto, sottolineando la centralità del processo politico guidato dall’ONU e la necessità di un compromesso tra le parti in linea con la Carta delle Nazioni Unite, incluso il principio di autodeterminazione dei popoli.
Nel corso della risposta, Falconer ha inoltre ricordato l’incontro del 23 aprile tra la ministra degli Esteri britannica e il ministro degli Esteri marocchino Nasser Bourita, durante il quale è stato riaffermato il sostegno britannico al piano di autonomia proposto dal Marocco nel 2007, definito “la base più credibile, praticabile e pragmatica” per una soluzione del contenzioso.
Il governo britannico ha infine confermato la prosecuzione del dialogo con tutte le parti coinvolte, nell’ambito degli sforzi delle Nazioni Unite per arrivare a un accordo condiviso sul futuro status del territorio.
