All’iniziativa hanno partecipato rappresentanti delle organizzazioni per i diritti umani provenienti dai territori occupati del Sahara Occidentale, dalla diaspora e dai campi profughi, in un confronto dedicato alla questione dei desaparecidos saharawi e alla necessità di fare luce sulle loro sorti.
L’apertura dei lavori è stata affidata al presidente dell’associazione, Abdeslam Omar, che ha sottolineato l’urgenza di intensificare gli sforzi per chiarire il destino dei saharawi scomparsi, accertare la verità e garantire giustizia attraverso i meccanismi nazionali e internazionali di tutela dei diritti umani. Omar ha inoltre rivolto un appello alla comunità internazionale affinché si assuma le proprie responsabilità nei confronti di quella che ha definito una “crisi umanitaria protratta da oltre cinquant’anni”.
Nel corso del forum è intervenuto anche il Ministro per i Territori Occupati e la Diaspora e presidente del Meccanismo Nazionale di Coordinamento e Azione nel Campo dei Diritti Umani, Mohamed El Mami Tamek, che ha descritto la condizione delle famiglie dei desaparecidos saharawi, evidenziando le sofferenze psicologiche e sociali che continuano a subire. Il ministro ha ribadito la centralità della difesa dei diritti umani e della ricerca della verità come condizioni indispensabili per garantire giustizia.
La giornata ha incluso inoltre la testimonianza diretta di un sopravvissuto saharawi, che ha riferito episodi legati alla scoperta di fosse comuni nei territori occupati del Sahara Occidentale, attribuite alle autorità marocchine e descritte come parte di una più ampia campagna di violazioni dei diritti umani contro la popolazione saharawi.
Il forum si è concluso riaffermando l’importanza della memoria collettiva, della documentazione delle violazioni e del rafforzamento dell’impegno internazionale per fare piena luce sulla sorte dei desaparecidos.
