Banjul, 12 maggio 2026 – La delegazione saharawi per i diritti umani, accompagnata da rappresentanti di istituzioni basche, ha concluso con un bilancio ampiamente positivo la propria partecipazione al Forum delle ONG della African Commission on Human and Peoples' Rights, segnando importanti progressi in termini di visibilità internazionale, formazione istituzionale e rafforzamento dell’azione di advocacy strategica.
Questa partecipazione rappresenta la prima presenza ufficiale, coordinata e strutturata della società civile saharawi all’interno di uno dei principali spazi africani dedicati alla promozione e alla tutela dei diritti umani, un passaggio definito dai partecipanti come storico per il consolidamento della rappresentanza saharawi nelle istituzioni continentali.
“Nessuno si aspettava la nostra presenza. Già questo, di per sé, rappresenta un traguardo importante”, hanno dichiarato i membri della delegazione, evidenziando il valore simbolico e politico di questa prima partecipazione.
In questo contesto, Mina Bali, rappresentante di Instance Sahraouie Contre l'Occupation Marocaine, ha sottolineato il carattere formativo dell’esperienza: “Siamo arrivati qui con l’obiettivo di imparare. Non conoscevamo ancora pienamente le dinamiche di partecipazione in questo spazio, ma oggi disponiamo di strumenti che ci permetteranno di intervenire con maggiore efficacia nelle future sessioni”.
Da parte sua, Hassana Abba, rappresentante della Ligue pour la Protection des Prisonniers Sahraouis, ha rimarcato l’urgenza di rafforzare la presenza della società civile saharawi nei meccanismi africani: “Il seggio saharawi era rimasto vuoto. Nessuno parlava della nostra realtà perché la nostra presenza mancava. È nostro dovere assumerci questa responsabilità come società civile”.
Nel corso dei lavori, la delegazione ha ribadito l’importanza di garantire una presenza costante e attiva negli spazi africani dedicati ai diritti umani, soprattutto di fronte ai tentativi di marginalizzare o rendere invisibile la questione del Sahara Occidentale, anche in dibattiti direttamente collegati alla situazione del popolo saharawi, come quello relativo alle popolazioni rifugiate.
A sua volta, Abdeslam Aomar, rappresentante di Association des Familles des Prisonniers et Disparus Sahraouis, ha evidenziato il valore strategico dei dibattiti affrontati durante il forum: “Questi spazi ci permettono di comprendere le molteplici sfide che attraversano il continente africano, ben oltre il Sahara Occidentale. Abbiamo la responsabilità di trasferire queste conoscenze alla nostra società e di coinvolgere specialisti in questi ambiti”.
La coordinatrice del gruppo di lavoro saharawi sui diritti umani, Yaguta Moulay, ha osservato che i principali dibattiti istituzionali africani si sono sviluppati per anni in assenza della partecipazione saharawi. Tuttavia, ha definito “un progresso significativo” il fatto che, durante questa sessione, le violazioni dei diritti umani nei territori saharawi occupati siano state esplicitamente menzionate nei lavori del forum.
Anche i rappresentanti delle istituzioni basche – eLankidetza, Euskal Fondoa e HEGOA – hanno espresso apprezzamento per il forum, definendolo uno spazio autentico di dialogo della società civile africana, caratterizzato da dibattiti profondamente radicati nelle realtà del continente e in un contesto diplomatico altamente qualificato. Hanno inoltre sottolineato la composizione pluralistica della delegazione saharawi, con una significativa presenza di giovani e donne.
La partecipazione al Forum delle ONG ha così posto le basi per una presenza saharawi più solida, strutturata e coordinata negli spazi africani dedicati ai diritti umani, favorendo il consolidamento di nuove alleanze e l’apertura di prospettive concrete di cooperazione internazionale.
In vista dell’87ª sessione della African Commission on Human and Peoples' Rights, inaugurata oggi a Banjul, la delegazione saharawi affronta questa nuova fase con aspettative concrete sul piano politico e diplomatico.
Nel quadro di questa partecipazione, sono già stati programmati due eventi paralleli con la presenza di difensori dei diritti umani, esperti internazionali e organizzazioni solidali con la causa saharawi. Inoltre, la delegazione ha ottenuto quattro interventi ufficiali nei dibattiti della Commissione, un risultato che rappresenta un significativo passo avanti nella capacità della società civile saharawi di incidere direttamente all’interno dei meccanismi istituzionali africani.
