Reggio Emilia, 13 maggio 2026 – L’associazione Jaima Sahrawi ODV, impegnata da anni nella promozione di una soluzione giusta e non violenta per il Sahara Occidentale, ha diffuso un duro comunicato pubblico dal titolo “Fotografia Europea, intimidazioni e libertà democratiche”, denunciando quanto accaduto nei giorni scorsi nel centro di Reggio Emilia in relazione alla rimozione di una mostra fotografica dedicata al popolo saharawi.
Al centro della vicenda vi è l’esposizione “Saharawi – Una causa nascosta in piena vista”, realizzata dal fotografo Stefano Gili e inserita nel circuito OFF di Fotografia Europea 2026, ospitata in un locale di Piazza Martiri del 7 Luglio.
Secondo quanto denunciato dall’associazione, la situazione avrebbe avuto origine dalla diffusione di un video pubblicato inizialmente sulla piattaforma TikTok, successivamente rilanciato attraverso gruppi social e chat private, nel quale una donna, contestando l’esposizione delle immagini, rivendicava la “marocchinità” del Sahara Occidentale, indicando il gestore del locale come sostenitore del Fronte Polisario e invitando apertamente al boicottaggio dell’attività.
A seguito della diffusione del video, sempre secondo la ricostruzione dell’associazione, sarebbero seguite pressioni e intimidazioni che avrebbero indotto il gestore, suo malgrado, a rimuovere le opere fotografiche per evitare possibili conseguenze economiche e tensioni ulteriori.
“Non è solo una mostra, ma una questione di libertà democratica”:
Nel comunicato, Jaima Sahrawi ODV sottolinea come l’episodio non riguardi esclusivamente una singola esposizione artistica, ma tocchi principi fondamentali legati alla libertà di espressione, alla tutela dello spazio pubblico e alla difesa dei valori democratici sanciti dalla Costituzione italiana.
“Qui la questione da tutelare, oltre alla necessità di essere chiari sulla natura del conflitto nel Sahara Occidentale, è la difesa stessa dello spazio democratico attraverso i principi e le libertà garantiti dalla Costituzione italiana.”
L’associazione ribadisce il proprio sostegno alla libertà di espressione artistica, al diritto degli esercenti di ospitare contenuti culturali senza subire intimidazioni e al diritto dei popoli all’autodeterminazione.
Appello alle istituzioni locali:
Nel documento viene rivolto un appello diretto al Comune di Reggio Emilia, patrocinatore di Fotografia Europea e firmatario di un Patto di Amicizia con il popolo saharawi, affinché assuma una posizione chiara e intervenga a tutela dei cittadini, degli operatori culturali e della libertà di espressione.
Secondo l’associazione, le istituzioni hanno il dovere di garantire che pressioni esterne o campagne di boicottaggio non possano limitare la libera circolazione delle opere artistiche né condizionare il dibattito culturale.
La richiesta: rendere nuovamente accessibili le opere
Jaima Sahrawi ODV auspica inoltre che le fotografie possano essere nuovamente esposte al pubblico, anche attraverso l’individuazione di spazi pubblici alternativi, in modo da garantire continuità al progetto artistico e riaffermare concretamente il principio del pluralismo culturale.
Il comunicato si conclude con la disponibilità dell’associazione ad aprire un confronto pubblico e democratico sulla storia del Sahara Occidentale, sul diritto all’autodeterminazione del popolo saharawi e sul ruolo che cultura, fotografia e informazione possono svolgere nella difesa della libertà e della democrazia.
