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Il Fronte Polisario istituisce un ufficio militare per il monitoraggio del diritto internazionale umanitario

 


Campi profughi saharawi, 14 maggio 2026 – Il Ministero della Difesa Nazionale della Fronte Polisario ha annunciato ufficialmente, nella giornata di mercoledì 13 maggio, l’istituzione dell’Ufficio militare saharawi per il monitoraggio del rispetto del diritto internazionale umanitario, una nuova struttura incaricata di seguire e documentare l’applicazione delle norme internazionali nei contesti di conflitto armato.

L’annuncio è stato formalizzato nel corso di una conferenza stampa presieduta da Hamma Salama, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito di Liberazione del Popolo Saharawi, alla presenza di Oubi Bouchraya Bachir, consigliere speciale del Presidente della Repubblica per le Risorse Naturali e le Questioni Giuridiche Connesse; di Taleb Ami Deih, vice capo di Stato Maggiore dell’Esercito; di Cherif Bousif, responsabile degli affari militari e della sicurezza presso la Presidenza della Repubblica, oltre a rappresentanti di istituzioni nazionali competenti in materia di diritto internazionale.

Nel suo intervento, Hamma Salama ha sottolineato che la creazione di questo nuovo organismo si inserisce pienamente nel quadro del diritto internazionale che disciplina la legittima lotta dei popoli per l’autodeterminazione e l’indipendenza. In particolare, ha richiamato la Risoluzione 1514 adottata nel 1960 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che sancisce il diritto dei popoli coloniali all’indipendenza, la Risoluzione 2625 del 1970, che riconosce il diritto dei popoli soggetti a dominazione straniera all’autodeterminazione, e la Risoluzione 3070 del 1973, che riafferma la legittimità della lotta dei popoli sottoposti a occupazione coloniale o straniera.

Il capo militare saharawi ha inoltre evidenziato che l’iniziativa è coerente con i principi del diritto internazionale umanitario, facendo riferimento alle Convenzioni di Ginevra del 1949 e al Protocollo aggiuntivo I del 1977, strumenti che definiscono la tutela dei combattenti e delle popolazioni civili nei conflitti armati.

Secondo quanto ricordato durante la conferenza, il Fronte Polisario ha formalmente aderito al Protocollo aggiuntivo I, depositando il proprio strumento di adesione presso il Consiglio federale svizzero nel giugno 2015, rafforzando così il proprio impegno al rispetto delle norme internazionali che regolano i conflitti armati e la protezione dei diritti umani.

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