New York, 18 marzo 2026 – Il Global Monitoring Center, Inc. ha inviato una lettera ufficiale al Senate Foreign Relations Committee degli Stati Uniti esprimendo serie preoccupazioni riguardo a due iniziative legislative attualmente in discussione al Congresso: il disegno di legge S.4063 e la proposta H.R. 4119, entrambe riguardanti il Fronte Polisario.
Incoerenze legislative e mancanza di prove:
Nel documento, datato 14 marzo 2026, l’organizzazione sottolinea una significativa contraddizione tra le due proposte. Da un lato, la H.R. 4119 si basa sull’assunto che il Fronte Polisario stia già collaborando con attori come Hezbollah e l’Iran; dall’altro, la S.4063 prevede sanzioni solo nel caso in cui tale cooperazione dovesse verificarsi in futuro.
Secondo il Global Monitoring Center, questa discrepanza evidenzia come le accuse non siano supportate da prove credibili e verificate. L’organizzazione invita pertanto il Congresso statunitense a esercitare cautela prima di adottare misure basate su affermazioni non dimostrate, soprattutto considerando le gravi implicazioni legate a sanzioni o designazioni come organizzazione terroristica.
Il contesto internazionale e il ruolo del Polisario:
Nel testo si ricorda che il Fronte Polisario è riconosciuto a livello internazionale come rappresentante politico del popolo saharawi nella disputa sul Sahara Occidentale. Inoltre, il movimento partecipa da decenni ai processi diplomatici guidati dalle Nazioni Unite e non è stato designato come organizzazione terroristica da organismi internazionali quali l’Unione Africana, l’Unione Europea o dagli stessi Stati Uniti.
Il conflitto nel Sahara Occidentale resta una delle dispute territoriali irrisolte più longeve nell’agenda delle Nazioni Unite. Dal 1991, la missione supervisiona gli sforzi per una soluzione politica pacifica che garantisca al popolo saharawi il diritto all’autodeterminazione.
Rischi per la politica estera e la stabilità regionale:
Il Global Monitoring Center evidenzia diversi rischi legati all’adozione delle proposte legislative:
- Compromissione dei processi diplomatici: classificare una delle parti coinvolte nel negoziato come organizzazione terroristica potrebbe ostacolare i tentativi di mediazione internazionale.
- Precedenti pericolosi: designare un movimento di liberazione nazionale senza prove solide rischia di minare i principi del diritto internazionale.
- Impatto umanitario: eventuali sanzioni potrebbero danneggiare le operazioni umanitarie nei campi profughi saharawi in Algeria, dove vivono da decenni migliaia di rifugiati.
- Messaggi contraddittori: l’incoerenza tra le due proposte rischia di generare confusione sulla posizione degli Stati Uniti nella regione.
Necessità di politiche basate su prove:
L’organizzazione insiste sull’importanza di fondare le politiche antiterrorismo su prove verificabili e standard giuridici coerenti. In assenza di evidenze concrete, azioni legislative basate su ipotesi rischiano di compromettere la credibilità delle istituzioni e delle strategie di sicurezza.
Particolare preoccupazione viene espressa anche per alcune disposizioni della H.R. 4119 che permetterebbero al Presidente degli Stati Uniti di sospendere sanzioni nel caso in cui il Polisario accetti il piano di autonomia marocchino del 2007. Una simile condizione potrebbe essere interpretata come un uso politico degli strumenti antiterrorismo per influenzare l’esito della disputa.
Il principio di autodeterminazione:
Nel documento viene richiamata la posizione storica di esponenti bipartisan del Congresso statunitense, tra cui Edward M. Kennedy e James M. Inhofe, da sempre sostenitori del diritto del popolo saharawi a scegliere liberamente il proprio destino.
Il Sahara Occidentale è tuttora considerato un territorio non autonomo secondo il diritto internazionale. La soluzione del conflitto, sottolinea il Global Monitoring Center, dovrebbe passare attraverso un referendum libero e trasparente che coinvolga tutti i saharawi, inclusi quelli nei territori occupati, nei campi profughi e nella diaspora.
Appello finale al Congresso:
In conclusione, il Global Monitoring Center invita il Congresso degli Stati Uniti a valutare con attenzione le implicazioni delle proposte S.4063 e H.R. 4119, evitando decisioni affrettate che potrebbero compromettere gli sforzi diplomatici e la stabilità regionale.
L’organizzazione ribadisce la necessità di sostenere una soluzione pacifica e conforme al diritto internazionale, fondata sul rispetto del principio di autodeterminazione del popolo saharawi.
