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Sahara Occidentale, SONREP denuncia il saccheggio sistematico delle risorse naturali nei territori occupati



Sahara occidentale, 18 marzo 2026 – L’Associazione saharawi per il monitoraggio delle risorse e la protezione ambientale nel Sahara Occidentale (SONREP) ha lanciato una nuova denuncia contro il continuo sfruttamento illegale delle risorse naturali del territorio, con particolare riferimento all’estrazione e al trasferimento di sabbia dalle coste saharawi.

In una dichiarazione diffusa lunedì, l’organizzazione ha evidenziato come il trasporto di sabbia verso l’estero prosegua attraverso “reti organizzate di saccheggio”, sottolineando che tali attività avvengono senza il consenso del popolo saharawi. Secondo SONREP, questo sfruttamento risulta pertanto illegittimo alla luce del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario.

L’associazione ha inoltre accusato le autorità marocchine di supervisionare e facilitare queste operazioni, inserendole in un più ampio sistema di sfruttamento sistematico delle risorse naturali del Sahara Occidentale. Tali pratiche, si legge nella nota, violerebbero apertamente le risoluzioni delle Nazioni Unite che riconoscono al popolo saharawi il diritto alla sovranità permanente sulle proprie risorse.

Secondo le informazioni raccolte da SONREP, una nave straniera polivalente avrebbe recentemente attraccato nel porto di El Aaiún prima di dirigersi verso le Isole Canarie, dove si sospetta abbia trasportato ingenti quantità di sabbia proveniente dal territorio occupato.

L’organizzazione ha denunciato come queste attività contribuiscano non solo all’esaurimento delle risorse naturali locali, ma anche al loro utilizzo a beneficio di interessi economici esterni, aggravando al contempo il danno ambientale e la violazione dei diritti del popolo saharawi.

SONREP ha quindi rivolto un appello alla comunità internazionale, alle organizzazioni ambientaliste e agli organismi per i diritti umani affinché intervengano con urgenza per fermare quello che definisce un “saccheggio sistematico”, chiedendo inoltre che il Marocco sia chiamato a rispondere delle proprie responsabilità.

Infine, l’associazione ha ribadito il proprio impegno a continuare il monitoraggio e la documentazione delle attività legate allo sfruttamento delle risorse nel Sahara Occidentale, con l’obiettivo di smascherare le reti coinvolte e difendere l’ambiente e i diritti del popolo saharawi.

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