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CODESA denuncia nuove condanne arbitrarie contro civili saharawi: Repressione sistematica nei territori occupati



Sahara occidentale, 4 dicembre 2025 - L’Associazione Sahrawi dei Difensori dei Diritti Umani (CODESA) ha lanciato un nuovo allarme sulla deriva repressiva del sistema giudiziario marocchino nei territori occupati del Sahara Occidentale. Secondo l’organizzazione, i tribunali dell’occupazione continuano a emettere condanne severe, arbitrarie e prive di garanzie contro civili saharawi, compresi giovani e minorenni, in assenza di un meccanismo internazionale indipendente di monitoraggio dei diritti umani.


Cinque anni di carcere per il giovane Mohamed Bazigh:

In una dichiarazione ufficiale, CODESA denuncia che la Corte d’Appello di Casablanca ha confermato lunedì una condanna a cinque anni di carcere contro il giovane saharawi Mohamed Bazigh, di 22 anni.

La sentenza richiama quella emessa il 15 ottobre dal Tribunale di primo grado di Ain Sebaa.
Bazigh era stato arrestato il 26 settembre a Guelmim e trasferito successivamente a Casablanca, dove è stato interrogato per la sua attività sui social media e per il suo sostegno alle proteste organizzate da giovani marocchini.


Due anni di carcere per Bachir Boualba:

Il 17 novembre, il Tribunale di primo grado di Guelmim ha inflitto una condanna a due anni di reclusione al giovane saharawi Bachir Boualba, arrestato nei pressi dell’abitazione della sua famiglia ad Assa, a est di Guelmim.

CODESA denuncia che Boualba sarebbe stato interrogato dalla gendarmeria marocchina in un procedimento definito “illegale e privo delle più elementari garanzie giudiziarie”.


90 anni di carcere contro 14 giovani saharawi: tra loro anche minorenni:

L’organizzazione riferisce inoltre che il 20 novembre la giustizia marocchina ha emesso condanne complessive per 90 anni di carcere contro 14 giovani saharawi, tra cui alcuni minorenni. Un caso che CODESA interpreta come un nuovo episodio della crescente criminalizzazione dei giovani saharawi nei territori occupati.


Repressione sistematica e assenza di monitoraggio internazionale:

Secondo CODESA, tutte queste condanne si inseriscono in una strategia repressiva sistematica volta a intimidire la popolazione saharawi e soffocare qualsiasi forma di dissenso.
L’organizzazione sottolinea che tale situazione è resa possibile dall’assenza di un meccanismo internazionale indipendente per monitorare e documentare le violazioni dei diritti umani nel Sahara Occidentale, una richiesta avanzata da anni dalle organizzazioni saharawi e da molte ONG internazionali.

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